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Si sono dati appuntamento oggi alle ore 12 i legali di Tiziano Cunico e Sergio Cassingena, per cercare di trovare una soluzione a quella che, più che una diatriba, è uno scontro frontale tra i due vecchi soci della proprietà uscente del Vicenza calcio. La questione riguarda un credito (circa 1,2 milioni di euro) che Sergio Cassingena ha scontato con i nuovi proprietari della società berica, i quali lo hanno regolarmente inserito nel piano di ristrutturazione firmato lo scorso 8 giugno e che il 12 luglio il Tribunale di Vicenza avrebbe dovuto omologare. Il problema sorge dal fatto che Cunico rivendica parte di quel credito (circa 400 mila euro) che invece Cassingena sostiene sia solo suo e di suo moglie Teresita Brusaterra, ed è talmente certo della cosa da mettere il tutto nero su bianco davanti ad un notaio. Tralasciando (non è di nostra competenza) chi tra i due contendenti abbia ragione, si capisce come nella questione Vi.Fin. possa poco o nulla, in quanto la totalità del credito è stata regolarmente inserita nel piano di ristrutturazione e che il problema nasce dalla suddivisione dello stesso, in due parti, come sostiene Cassingena, oppure in tre come afferma Cunico che da circa due mesi sta chiedendo senza successo la parte a lui spettante. Parte che, è bene sottolineare, deve ricevere, nel caso abbia ragione, da Sergio Cassingena e non certo da Vi. Fin. che, come più volte reso noto, ancora durante l’autunno scorso ha trovato un’intesa con il presidente di Finalfa Srl a cui, in base all’accordo firmato, andranno 2000 (duemila) euro al mese per i prossimi dieci anni. Un’intesa definita in ogni dettaglio e che è adesso messa in dubbio da Cunico non tanto per gli importi ma, come spiegato, perché a suo dire gli spettano circa 400 mila euro e, oltre a questo, anche essere liberato dagli impegni debitori sottoscritti con la Banca Popolare di Vicenza.

In questa ennesima farsa della gestione Cassingena, una delle poche cose certe è che se oggi le parti non riusciranno a trovare un accordo e di conseguenza Cunico ritirerà l’opposizione all’omologa al piano di ristrutturazione del debito, il Vicenza calcio avrà poche (per non dire pochissime) possibilità di iscriversi al campionato di serie B con conseguente fallimento della società berica. Il tutto perché la documentazione timbrata e firmata dal Tribunale di Vicenza deve essere depositata, come da accordi con la Federazione, entro il 12 luglio, cosa che sarebbe puntualmente avvenuta senza l’opposizione presentata dallo studio legale Grasselli di Santorso. Cosa abbia spinto l’ex presidente del Vicenza Cunico a presentare l’opposizione solo l’ultimo giorno mettendo in gravissimo rischio il futuro della società berica è difficile da capire, ma è chiaro che le tempistiche risultano essere clamorosamente sbagliate se si considera che questa vicenda è nota da almeno un mese e mezzo e non si capisce come non si potesse (e dovesse) affrontarla prima, anche per avere più tempo a disposizione per trovare una soluzione. E non sta in piedi la spiegazione che Cunico voglia avere una rivalsa verso Cassingena (con cui esistono pesanti conflitti anche nella gravissima situazione in cui versa quello che rimane del gruppo SISA) visto che pare strano che Cunico non abbia compreso come il danno più grave della sua tardiva quanto assurda iniziativa sarà pagato dalla nuova proprietà e dai tifosi biancorossi che rischiano di vedere il Vicenza calcio scomparire dal calcio che conta. Per questo ci auguriamo che oggi venga trovata una soluzione che risolva l’ennesima porcheria di una gestione che non perde occasione di confermare come al peggio non ci sia fine.

Non resta quindi che attendere qualche ora, e capire cosa uscirà dal confronto di oggi. Che se non portasse a niente di buono, lascerebbe solo la speranza che domani il dott. Gaetano Campo decida che la totalità del credito è stata regolarmente stornata da Vi. Fin. e che della suddivisione dello stesso tra Cassingena, e Cunico sia affare che non riguarda l’omologa della ristrutturazione del debito presentato da Vi. Fin, e che verrà decisa in altra sede tra i due contendenti. Da qualsiasi parte la si guardi resta una storia di una pochezza infinita, messa in piedi con la solita cortina di nebbia, quella mancanza di chiarezza che ha sempre caratterizzato gli anni nefasti della gestione Cassingena. Quanto a Vi. Fin. la colpa, se così si può definire, che imputiamo è l’aver sottovalutato una vicenda nota da almeno un mese e mezzo che, pur se riguardante direttamente Sergio Cassingena e Cunico, era chiaro che poteva rappresentare un grave rischio in ottica futura. Star qui a parlare di quello che si poteva fare e non si è fatto ormai non serve a niente; adesso per salvare il Vicenza c’è la necessità che ognuno faccia la sua parte, a cominciare magari dalle figure istituzionali che in qualche modo una mano a sbrogliare questa situazione possono (devono) darla. Sperando che, anche stavolta, si riesca a mettere una pezza. Anche se nessuno potrà mai cancellare lo schifo di questa ennesima, vergognosa farsa.

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Articolo scritto dalla Redazione di Biancorossi.net