Ovunque biancorossi: Karen da New York

Articolo pubblicato: 5 aprile 2017 – 14:37 nella cateogoria parola al tifoso. Puoi rimanere aggiornato tramite il feed RSS 2.0.
Questo post è stato scritto da Anna Belloni

Ci sono dei momenti nella vita di un tifoso in cui il l’attaccamento alla squadra del cuore si trasforma in orgoglio allo stato puro. L’Associazione Vicenza Calcio è nata dalla volontà di un gruppo di appassionati come ulteriore espressione della cultura vicentina di inizio del ‘900. L’ho scritto più volte nei miei articoli per ricordare che tra i soci fondatori spiccavano – oltre ai nomi dei senatori del Regno d’Italia Antonio Fogazzaro e Paolo Lioy – altri importanti esponenti dell’alta borghesia e dell’aristocrazia. L’idea della fondazione della società di calcio non è nata per caso tra i tavoli di un’osteria, ma è scaturita nelle aule scolastiche, tra gli studenti di due scuole superiori: l’Istituto Tecnico Fusinieri per primo e poi il Liceo Pigafetta. Questo deve per forza significare qualcosa! E’ stato proprio con questi pensieri che ho raggiunto la signora Karen – cittadina americana – che ha vissuto con la sua famiglia ben undici anni nella nostra città – per una breve chiacchierata sulla loro passione per la squadra biancorossa. Ad accompagnarla c’è Beppe Vallortigara, (amico di vecchia data e grande tifoso biancorosso, da qualche anno assente dagli spalti per contestazione verso l’ex proprietà Cassingena) che ha conosciuto Karen quando ancora era un suo studente.

Buongiorno Karen, ti confesso che con te non so davvero come cominciare. La storia della tua famiglia meriterebbe un libro, non un semplice articolo …. Vuoi raccontare tutto dall’inizio ai nostri lettori?
Allora, nel 1969 io, mio marito Bruce e il mio primogenito Daniel vivevamo felicemente a New York, la “grande mela”. Una città fantastica, ma noi eravamo alla ricerca di una vita diversa. Essendo entrambi insegnanti sentivamo il bisogno di far crescere i nostri figli in un ambiente speciale. Quella di stabilirci in Italia è stata un’idea che finalmente si è concretizzata nel 1975 quando ci siamo trasferiti a Pordenone, dove siamo rimasti per quasi tre anni. Vicenza è stata la nostra scelta culturale e sentimentale, nel 1978 finalmente abbiamo preso casa in centro, prima in Contrà Frasche del Gambero e poi alla fine di Corso Palladio più o meno di fronte a Cinema Odeon dal 1992 fino al 2007, quando sono andata in pensione. Non potevo immaginare di vivere in un posto più bello per far nascere il mio secondo figlio Gregory!

Si d’accordo …. la città del Palladio ha un fascino incredibile per due persone che amano la letteratura, la storia e l’architettura. Però spiegami, come siete diventati degli “ultras” del Lanerossi Vicenza?
Per colpa dei miei figli ovviamente! Come ti ho detto io e mio marito eravamo insegnanti, lui in Caserma Ederle, io lettrice in lingua inglese all’Istituto Fogazzaro e al Liceo Pigafetta. I bambini hanno vissuto la classica trafila di tutti i loro coetanei vicentini e giocavano entrambi a calcio nelle squadrette di quartiere. Era impossibile che non venissero contagiati dalla passione dei loro amichetti per il Real Vicenza. Ricordo che Gregory frequentava il Levis Plona a Santa Croce ed era in classe insieme alla figlia di Giancarlo Salvi. Fu proprio lui che organizzò una partita con i bambini nel campetto dietro la Chiesa dei Carmini con i compagni di squadra Giorgio Carrera e Valeriano Prestanti. Gregory giocava in porta e per l’occasione si era messo una maglia grigia per imitare Dino Zoff, allora portiere della Nazionale Italiana … gli avevo ricamato io la R della Lanerossi per farlo contento. Non mi ricordo il risultato della partita, ma solo la felicità immensa di mio figlio di poter vedere da vicino i suoi idoli.

Tifosi veri quindi ….
Guarda, non abbiamo mancato una partita al Menti e per le trasferte ci siamo organizzati con un camper per poter seguire comodamente la squadra in tutta Italia: Ascoli, Bologna, Brescia, Verona, Como, Milano, Bergamo, Firenze, Napoli, Roma, Genova, Perugia …. scusami, non le ricordo proprio tutte! Sai, all’inizio avevamo la targa americana e passavamo inosservati, quando poi abbiamo preso la targa di Vicenza abbiamo avuto problemi nelle città più calde come Brescia, Verona e Bergamo. Quanta strada fatta per il Lanerossi, ti dico solo che alla fine il camper ha preso fuoco mentre eravamo a Pforzheim, la bella cittadina del Baden Wurttemberg gemellata con Vicenza!

La prima partita vista al Menti?
La ricordo molto bene … Lanerossi Vicenza vs Roma 4 a 3, i miei figli sono stati portati al Menti da un’amica e sono tornati a casa completamente trasformati in tifosi scatenati! Quella fu una partita esaltante fino all’ultimo secondo, che in molti ricordano ancora come una delle più emozionanti. Da quel momento non abbiamo più mancato una partita. Eh sì, abbiamo avuto la grande fortuna di vivere il periodo d’oro del Real Vicenza …

Il tuo ricordo più bello con il Real Vicenza?
Di sicuro la partita casalinga con la Juve, quella del record assoluto di presenze e incassi della storia del Romeo Menti. Eravamo nel settore distinti, stretti come sardine. Faceva caldo, Daniel non stava bene. La gente si è allargata per fargli un po’ di spazio e così abbiamo deciso di stenderlo sul gradino sopra una coperta, in attesa che si sentisse meglio. Nonostante un po’ di doverosa preoccupazione, nessuno ha mai pensato di abbandonare il posto e perdersi la partita …. Ma ho tanti bei ricordi anche al di fuori dello stadio.

Eh sì, ma penso che anche i giocatori e le loro famiglie abbiano amato l’accoglienza familiare della città. Niente isterismi o tifo soffocante … i tifosi vivevano con orgoglio e discrezione la presenza della squadra più amata d’Italia…
Ti ho già detto che abitavamo in centro storico. Pensa, spesso aprivo la finestra del secondo appartamento dove ho vissuto, in Via Frasche del Gambero e di sotto vedevo Paolo Rossi, Giancarlo Salvi, Ernesto Galli, Valeriano Prestanti, Luciano Marangon che si fermavano a chiacchierare all’uscita di una nota e storica “fiaschetteria”. Oppure mi capitava di vedere Alessandro, il figlio di Paolo Rossi, che palleggiava in Piazza delle Poste … come un bambino qualunque. Questi ricordi spiegano bene com’era Vicenza a quel tempo e il rapporto che i vicentini avevano con la loro squadra del cuore!

Quello fu un periodo fantastico per i tifosi vicentini ….
Sì, assolutamente, però devo loro rimproverare una cosa. Quando tornavamo a casa a piedi dalla partita tutti bardati in biancorosso, moltissima gente ci fermava a chiedere che cosa aveva fatto il Vicenza. Io mi sono sempre domandata “ma come, io che sono americana non perdo una partita e tu che vivi a Vicenza non vai allo stadio?” Questa cosa davvero non l’ho mai capita. Soprattutto la poca partecipazione emotiva dei vicentini alle vicende calcistiche … specialmente negli ultimi tristi anni della sua storia quando invece avrebbe avuto più bisogno del sostegno e dell’affetto dei suoi concittadini … noi siamo sempre rimasti legati a Vicenza e al Vicenza anche quando abbiamo lasciato l’Italia. Gregory ha voluto fermarsi in città e lavora nel settore informatico. Daniel invece vive negli States e insegna latino all’Università di Nashville. Io e mio marito invece viviamo parte dell’anno a Oxford in Inghilterra e parte a New York. Ma il cuore è rimasto qui da voi.

Altri bei ricordi?
Tanti, in particolare lo spareggio di Firenze per la serie A, noi c’eravamo. E poi l’altro spareggio per non retrocedere in C2, quello di Ferrara, anche noi a seguire in autostrada l’impressionante lungo serpentone di auto e pullman tutti imbandierati ….

Poi c’è stato un altro periodo d’oro, quello della banda Guidolin, culminata nella vittoria della Coppa italia …
Mamma mia che serata indimenticabile! Pensa che per poter assistere alla partita i miei figli sono tornati tutti e due a Vicenza: Gregory studiava in Inghilterra e Daniel era in America. Abbiamo partecipato a tutti i festeggiamenti in centro, abbiamo cantato e ballato come dei pazzi fino all’alba in Piazza dei Signori!!!!

E l’anno dopo la Coppa delle Coppe …
Che sfortuna abbiamo avuto! Nel ritorno a Londra Gregory è andato nel settore ospite dello Stamford Bridge mescolandosi insieme ai tifosi vicentini. Se non è amore questo ….!!!

 

E negli ultimi tempi come seguite il Vicenza?
Attraverso il computer ci colleghiamo con Radio Vicenza per ascoltare le dirette di Corrado Ferretto e anche le interviste del dopo partita. E poi ci aggiorniamo con le notizie su biancorossi.net. Ti dico solo che a dicembre, dopo aver ascoltato la radiocronaca di Vicenza vs Hellas, abbiamo festeggiato la vittoria a prosecco! Naturalmente appena ci è possibile ritornare a Vicenza ci facciamo in quattro per riuscire a far coincidere il nostro arrivo con una partita del Lane, ma purtroppo con anticipi e posticipi non siamo mai sicuri di riuscirci. L’ultima partita fuori casa l’abbiamo vista lo scorso anno a Vercelli, purtroppo abbiamo perso 2 a 1. La settimana successiva abbiamo assistito a un’altra sconfitta casalinga contro il Novara …. Ma non si scoraggiamo mai. Pensa che mio figlio Daniel si è fidanzato e per non correre rischi ha subito fatto vedere alla ragazza la sua stanza sacrario dedicata al Vicenza, spiegandole che lui è tifoso del Lane e i suoi cimeli non devono essere assolutamente toccati …

Tanta fedeltà meriterebbe un rinascimento ufficiale!
Io personalmente sono stata “decorata” dall’avv. Arena che mi ha voluto incontrare, appena conosciuta la nostra storia. Sergio Gasparin invece mi ha contattata per migliorare la sua conversazione in inglese prima di andare a lavorare in Inghilterra con la Enic, allora proprietaria del Vicenza Calcio e per ringraziarmi ha voluto regalarmi il poster della finale della Coppe delle Coppe!

Sei appena arrivata e già riparti …. Cosa ti mancherà di più di Vicenza?
Tutto. Ho Vicenza nel cuore. E’ incredibile …. non va mai via questo amore per la vostra … la mia città. Mi mancheranno le lunghe passeggiate in centro, gli scorci che un tempo mi erano familiari. Per me Palazzo Chiericati resta di un’ineguagliabile bellezza. Ho però un sassolino nella scarpa … tempo fa ho assistito proprio qui a Vicenza ai Chiostri di Santa Corona a una conferenza di Tim Parks, un famoso scrittore e giornalista inglese, nonché professore universitario presso l’Università IULM di Milano. Ecco, lui non perde occasione per ostentare il suo tifo sfegatato per l’Hellas. A un certo punto di fronte a tanto amore, non ce l’ho più fatta ad ascoltarlo e ho dovuto alzarmi e andar via … Sarebbe ora che succedesse anche a Vicenza ….

Ahi Vicenza sonnacchiosa … in passato hai dato i natali a grandi scrittori e illustri letterati. Ora dormi di un sonno profondo. Città bellissima, perché nessuno si innamora più di te? Perché nessuno si fa un vanto della storia centenaria della sua gloriosa squadra di calcio? I tifosi – salvo rare eccezioni – amano solo il presente, gli amministratori pubblici si ricordano del Vicenza solo in campagna elettorale. Che tristezza!
Grazie davvero Karen, la tua famiglia ci ha dato una gran bella lezione di attaccamento ai colori biancorossi. Ci rivediamo in primavera allora, spero con più tempo a disposizione e per vedere insieme una grande vittoria del nostro amato Lane!


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