E se la montagna partorisse il classico topolino?

Articolo pubblicato: 23 maggio 2017 – 13:39 nella cateogoria Editoriali, PRIMO-PIANO. Puoi rimanere aggiornato tramite il feed RSS 2.0.
Questo post è stato scritto da Redazione

L’ora della resa dei conti è arrivata, ma capire cosa accadrà del Vicenza calcio è difficile, forse impossibile visto che probabilmente non lo sanno nemmeno i proprietari, ossia i soci di Vi. Fin. Spa che detenie la maggioranza delle quote della società berica. Il consiglio di amministrazione del club berico tenutosi ieri si è chiuso con un nulla di fatto e non poteva che essere così in quanto il primo passo per comprendere quello che sarà del Vicenza calcio ci sarà domani quando tutti i soci di Vi. Fin. si incontreranno e si guarderanno in faccia sperando che tutti i partecipanti facciano in primis un mea culpa prima di accusarsi a vicenda di quanto è accaduto. Gli errori della gestione Pastorelli sono evidenti, i silenzi e le tardive dichiarazioni di alcuni soci di Vi. Fin. anche. Si è parlato quando i buoi erano già scappati, lo si doveva fare prima per  provare a cambiare la rotta, ma invece si è taciuto “per il bene del Vicenza” quando invece se i problemi fossero stati resi pubblici prima le cose sarebbero potute cambiare. Lo ha gridato, in tempi non sospetti, quell’uomo straordinariamente libero che si chiama Giorgio Carrera e non l’abbiamo ascoltato.  Come nella vita, anche nel calcio, chi sbaglia paga e tornare indietro non è più possibile, e quindi adesso c’è da capire chi e come può salvare il Vicenza.

Nelle ultime ore l’ipotesi di non proseguire e quindi di portare i libri in tribunale sta perdendo quota, anche perché un fallimento costerebbe ai soci di Vi. Fin.,per limitare i danni, circa 3,5 milioni di euro e avrebbe verso alcuni gravi ripercussioni considerato che nel giugno scorso è stato firmato ed omologato dal Tribunale di Vicenza una ristrutturazione del debito, con annessa la rateizzazione in dodici anni dell’IVA pregressa. Fare saltare il piano, come ci conferma il dott. Alberto Matteazzi, l’attestatore dello stesso, significherebbe rendere immediatamente esigibili i debiti attuali, con la conseguenza, quasi inevitabile, che il club berico fallirebbe. Vero che il piano era stato attentamente studiato in funzione delle risorse che arrivano dalla Lega di serie B e da tutto l’indotto che il torneo cadetto genera, ma anche dalla partecipazione pro quota di tutti i soci di Vi.Fin. che nei fatti è stata disattesa. Per andare avanti, oltre a rispettare il piano di ristrutturazione del debito, Vi. Fin. dovrà aprire i cordoni della borsa per quasi 4 milioni che servono entro il 30 giugno per iscrivere regolarmente il Vicenza calcio al prossimo campionato di Lega Pro. Un importo importante, costituito da 2,4 milioni di euro relativi agli stipendi di marzo, aprile e maggio, con relativi contributi e ritenute di marzo e aprile. Inoltre ci sarà da far fronte alla rata dell’IVA oltre a quella corrente per un totale appunto di circa 4 milioni di euro. Chi dei soci di Vi. Fin. sarà disposto ad aprire i cordoni della borsa? Andrà avanti da solo l’attuale presidente Alfredo Pastorelli? Si cercherà qualcuno che possa acquistare la società berica? Una serie di domande che dovranno trovare una risposta considerato che la tifoseria berica chiede a gran voce che sia chiarito quale sarà il futuro del club berico. A deciderlo spetterà al presidente Alfredo Pastorelli, ai vice Marco Franchetto e Simone Dalla Vecchia, oltre ai consiglieri Gian Luigi Polato, Antonio MandatoDario Cassingena, Stelvio Dalla Vecchia,  Leonardo Adamo, Massimo Masolo, Gabriele Calgaro, Paolo Costa, Cristina Costa, Marcello Taglialegne i quali dovranno anche discutere sulla sostenibilità del piano di ristrutturazione del debito omologato dal tribunale di Vicenza nel giugno dello scorso anno, oltre alla rateizzazione in dodici anni del debito IVA pregresso. Un piano che, con qualche prevedibile fatica dovuta i n particolare a problemi di liquidità, è stato portato avanti in questa stagione grazie soprattutto ai previsti introiti che sono arrivati dalla Lega di serie B che invece mancheranno il prossimo anno visto che in Lega Pro le entrare saranno nettamente inferiori fermandosi a circa 400 mila euro. Di soli 800 mila euro sarà anche il paracadute previsto per la terz’ultima classificata in serie B, in un contesto dove anche le entrate dagli sponsor e dal  botteghino diminuiranno  sensibilmente. Un quadro generale preoccupante se si considera che un campionato di Lega Pro per provare a salire in serie B costa attorno ai  4 milioni di euro e che in caso di permanenza in terza serie la stagione a seguire sarà, a livello finanziario, un altro “bagno di sangue”.

Come dicevamo quello che accadrà è difficile da prevedere, ma almeno ad oggi, di possibili cambi di proprietà in vista non ce ne sono, né si intravede come Pastorelli possa andare avanti da solo, oppure lo facciano gli altri soci di Vi. Fin che detengono circa l’80 per cento delle quote ma che finora sono rimasti passivi a subire tutte le decisioni e le scelte di Pastorelli. Ecco perché, oltre ai forti contrasti, alle accuse pubbliche, alle denunce e a chissà cos’altro, non ci stupiremmo se si rimanesse così come si è adesso, con Vi. Fin. costretta a restare unita (si fa per dire) al comando. Nel caso, la montagna partorirebbe il classico topolino ma quello che ci preme sottolineare adesso è che noi tifosi non accetteremo che il Vicenza giochi la prossima Lega Pro con l’undici titolare composto da Costa (Bryan o Davide fate voi) in porta, Bianchi, Barbosa, Bogdan, Zivkov in difesa, Siega, Piccinocchi, Smith a centrocampo, e Giusti, Cernigoi e Cuppone in attacco. Lo diciamo oggi, e lo ribadiremo sempre. Vicenza, per blasone, per storia e per la sua straordinaria tifoseria, in Lega Pro non può solo partecipare ma deve assolutamente giocare a vincere. Se non è in grado di garantirlo, questa società abbia il coraggio di farsi da parte; Vicenza e i suoi  tifosi sono stanchi di sconfitte ed umiliazioni.


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