Presicci: “Preferisco valorizzare i nostri ragazzi che fare campionati di vertice”

Articolo pubblicato: 5 settembre 2017 – 21:04 nella cateogoria Giovanili. Puoi rimanere aggiornato tramite il feed RSS 2.0.
Questo post è stato scritto da Giovanni Barcaro

Un esercito di oltre 300 “soldati”, che poi diventino generali o rimangano truppe semplice lo si scoprirà fra qualche anno. Intanto il settore giovanile biancorosso dovrebbe ripartire da numeri superiori a quelli dell’anno scorso visto che i camp estivi hanno fatto registrare 90 presenze in più rispetto alla passata stagione. Nella settimana che porta al debutto stagionale delle formazioni Under 17 e 15 abbiamo interpellato il responsabile del settore giovanile biancorosso.

Gian Luca Presicci, come inizia la stagione del vivaio del Vicenza?
Siamo contenti, è stata un’estate impegnativa per le vicissitudini societarie che ci hanno imposto degli straordinari ma abbiamo cominciato in maniera serena. Ho incontrato diversi genitori, è vero abbiamo perso qualche giocatore ma è anche naturale visto che realtà intorno alla nostra hanno vinto campionati o sono in categorie superiori.

Il fiore all’occhiello del settore giovanile dovrebbe essere la più anziana delle squadre.
La Berretti riparte da molti classe ’99. Dalla scorsa stagione in Primavera abbiamo confermato Paiolo e Sbrissa -già aggregati in prima squadra- ma anche Yeboah, De Tomasi, Zudda. A questi si aggiunge il blocco dell’Under 17 con qualche innesto mirato come Lucca dal Torino.

Avete anche cambiato allenatore.
Sì, la squadra è stata affidata a Nicola Zanini. Abbiamo promosso l’allenatore che l’anno scorso ha seguito l’Under 16 in un processo di crescita visto che negli anni in biancorosso ha lavorato molto bene.

E Pasquale Luiso?
Abbiamo deciso di prendere strade diverse. L’anno scorso ha svolto molto bene il suo ruolo nella Primavera e immagino che dopo la retrocessione ambisse alla guida della prima squadra o per lo meno cercasse un’altra panchina in C.

L’anno scorso è stato definito come l’“anno zero” del settore giovanile. E questo?
Non può essere un’ennesima ripartenza nonostante la retrocessione ci imponga campionati diversi da quelli di Serie A e B. Ma a differenza dell’anno scorso quando sono arrivato a stagione in corso, in questo siamo partiti in modo uniforme in un sistema unito e coeso sia dal punto di vista tecnico che morale. Vedo infatti gli allenatori prima di tutto come educatori. Sì, il gruppo che abbiamo fatto ci soddisfa.

Rimane il problema della sempre presente “razzia” da parte di altre società.
La retrocessione ovviamente ha ampliato questo gap perché altre squadre hanno maggiore appeal. Ma ho combattuto molto con i procuratori e anche con le famiglie. E’ impossibile trattenere un ragazzo se c’è la reale convinzione di Milan, Inter e Juventus ma se c’è un semplice sondaggio suggerisco sempre di rimanere qui. Vicenza infatti rappresenta una reale opportunità per fare il salto di qualità. Anche perché abbiamo la voglia di far debuttare i nostri ragazzi in prima squadra.

In quest’ottica rientra l’addio di Anzolin?
No, il suo approdo alla Juventus fa parte di altri discorsi. Nonostante sia un classe 2000 è un’operazione condotta direttamente dal ds Zocchi. E’ chiaro che è molto complicato trattenere a Vicenza un nazionale di quel calibro. Se poi te lo chiede una società con cui abbiamo rapporti molto buoni…

E nella fase di recupero di nuove leve?
Siamo andati sul territorio senza affiliazioni ma parlando direttamente con le società. Abbiamo prelevato giocatori da diverse realtà come Montecchio, Arzignano, Longare… Abbiamo preso contatti con tutta la periferia vicentina e vengono soprattutto da lì i nostri giocatori. Pochi invece arrivano da fuori. Qualcuno invece è partito come Vanzan all’Arzignano, Carniato al Parma e De Rigo all’Entella. Abbiamo invece trattenuto anche chi aveva maggior mercato.

Tra questi  troveremo anche chi darà seguito a Giovanni Sbrissa e Matteo Anzolin?
Ci sono tre, quattro profili interessanti. Non sarebbe giusto fare nomi ma posso assicurare che se si lavora bene per colmare le lacune che si possono avere a 16/17 anni potremmo avere qualche soddisfazione.

Lei è arrivato come “uomo di Pastorelli”…
Non nego che sono arrivato grazie a lui e gli devo molto. Ma ora sono devoto al 100% a questi colori. Ora posso quindi definirmi un “uomo di Franchetto”. Rappresento questa società e penso solo al bene del Vicenza. Sono supportato anche da Mandato che ha la delega al settore giovanile. Ognuno però ha il proprio compito e non ci sono certo personalismi.

Cosa deve aspettarsi il tifoso del Vicenza?
Voglio un settore giovanile che educhi i ragazzi allo sport. Non voglio alcun episodio negativo da parte dei nostri ragazzi. Quanto agli obiettivi in campo baratterei i campionati di vertice con la valorizzazione al massimo dei nostri ragazzi che è ciò che preferisco. Comunque dobbiamo ricordarci che siamo il Vicenza, non giocheremo certo al risparmio…


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