Ovunque biancorossi: Gianpaolo di Cento

Articolo pubblicato: 18 ottobre 2017 – 11:35 nella cateogoria parola al tifoso. Puoi rimanere aggiornato tramite il feed RSS 2.0.
Questo post è stato scritto da Anna Belloni

Questa settimana ho l’onore di intervistare un tifoso speciale del nostro Vicenza. Un giocatore che solo i supporter biancorossi più anziani hanno visto in azione nella metà degli anni settanta, l’epoca gloriosa del calcio in cui si era uomini prima che giocatori. Le partite al Menti erano sempre una festa, in cui si potevano ammirare le figure leggendarie che hanno scritto la storia del football di casa nostra e una di queste è senza dubbio Gianpaolo Galuppi di Cento di Ferrara.

Buongiorno Gianpaolo, è davvero una grande emozione per me questa chiacchierata. I complimenti non te li voglio fare io, ti dico solo che ogni tuo compagno di squadra ha avuto parole di grande ammirazione per te come giocatore e soprattutto come uomo. Ripercorriamo un attimo la tua carriera.
Sono cresciuto calcisticamente a Cento in Promozione, insieme al mio concittadino e amico Sandro Vitali. Le nostre strade si sono poi temporaneamente divise quando io fui acquistato dal Crotone e lui dal Bologna. Suo padre aveva giocato nella società rossoblu e lo aveva segnalato ai dirigenti bolognesi ….

Anche il nostro amatissimo Gibì Fabbri iniziò la sua carriera calcistica nella Centese, due campionati dal 1945 al 1947 rimediando il soprannome di “brusalerba” .…
Eh sì, era uno scattista, proprio come me! L’ho incontrato diverse volte in occasione di varie manifestazioni con i vecchi calciatori della Centese, un mito del calcio e una persona davvero squisita.

Ma torniamo a te. Hai passato ben cinque anni a Crotone tra serie D e serie C in cui hai collezionato 95 presenze e 13 gol … e in Calabria hai giocato due anni con una nostra vecchia conoscenza … Michelangelo Sulfaro. Che ricordi hai di quel periodo?
A Crotone mi sono trovato molto bene, sia per quanto riguarda l’ambiente che per i compagni che ho trovato. In particolare ricordo proprio Michelangelo Sulfaro, che avrei poi ritrovato a Vicenza. Un vero amico, sempre pronto a darmi un passaggio perché io non avevo la macchina. Durante la mia permanenza in Calabria ho dovuto anche svolgere il servizio militare alla Compagnia Atleti di Roma …

In quel periodo giocare nella nazionale militare era – per i più bravi – il modo migliore per mettersi in vetrina … Chi erano i tuoi compagni di squadra?
Roberto Bininsegna, Picchio De Sisti, Rizzo, Pace … e ci frequentavamo anche fuori del campo. Con Bonimba ci sentiamo ancora … che grandissimo giocatore è stato!

E infatti anche tu sei stato notato da una squadra importante …
Si, ero già stato segnalato dal Capitano della Compagnia Atleti – che era osservatore della Lazio – ai dirigenti della squadra romana, che si dimostrarono interessati ad acquistarmi subito. Purtroppo mi si è messa di traverso la sfortuna con una diagnosi funesta: rottura dei crociati del ginocchio destro. Avevo solo 21 anni … avrei potuto giocare in serie A e invece …

Infatti ho notato nel tuo curriculum un’intera stagione con zero presenze. A quei tempi un infortunio così non era operabile e al 99 % poteva stroncarti la carriera ….
Posso solo dirti che dopo un anno di sosta, da lì in avanti ho sempre giocato stringendo i denti, con i legamenti rotti. Avevo una gamba più sottile dell’altra di due centimetri … Finiti gli allenamenti dovevo mettermi a riposo a letto per i dolori lancinanti che provavo. La volontà è sempre stata uno dei miei pregi e non ho mai mollato ….

Al termine della tua esperienza con il Crotone ti sei trasferito ad Arezzo in serie C: qui hai incontrato un altro mito biancorosso …. il giovane Renato Faloppa …. e arriva anche la promozione in serie B … Un grande traguardo per la squadra e una bella soddisfazione personale per te immagino!
Anche ad Arezzo mi sono trovato molto bene, grazie al mio carattere tranquillo e a dei bravi compagni di squadra. Con Renato Faloppa ho legato da subito, anche per un’affinità di temperamento. Ho un ricordo particolare legato a quegli anni in Toscana …. Era il 7 marzo 1971 e giocavamo contro la Massese e mia moglie era nell’imminenza del parto. Massimiliano è nato proprio durante la partita e sono stato avvisato del lieto evento dall’altoparlante dello stadio, dopo il triplice fischio finale dell’arbitro. Non c’erano i cellulari a quell’epoca …. diciamo che è stato un modo molto particolare per comunicarmi che ero diventato papà …

Dal 1970 al 1972 hai giocato con Ciccio Graziani e ciò nonostante il primo anno sei stato tu il miglior marcatore della squadra con 7 reti ….
Ciccio Graziani giocava come centravanti nelle giovanili, ma già da allora era evidente il suo talento, che lo avrebbe portato a una brillante carriera in serie A e nella Nazionale Italiana. Io ero un’ala tattica … un ruolo un po’ diverso dal suo … facevo più assist che gol!

Poi l’arrivo a Vicenza. Ci puoi raccontare com’è andata?
Arrivai a Vicenza grazie alla “raccomandazione” del mio amico Sandro Vitali, che parlò bene di me all’allora Presidente Giuseppe Farina. A posteriori, credo di poter dire che ho ricambiato la fiducia che mi era stata accordata! Anche a Vicenza ho trovato un ottimo ambiente e un pubblico eccezionale. Ho conosciuto tanta gente e mi sono creato un sacco di amici ogni tanto qualcuno di loro mi chiama ancora …. Lo dico sempre o lo ripeto anche a te, Vicenza è la città ideale per un calciatore …..sia come piazza sportiva che come ambiente!

Nel Vicenza della stagione 1972/1973 hai trovato dei compagni di squadra eccezionali. Vuoi regalarci il tuo ricordo personale di cinque giocatori purtroppo scomparsi. Partiamo dal grande Roberto Anzolin, un lutto recente nella famiglia biancorossa ….
Un giocatore dal grande passato nella Juventus e nella Nazionale che tutti rispettavano, che aiutava gli altri, e dava consigli senza mai essere invadente. Nonostante la sua grande esperienza e popolarità era uno di noi. Ricordo che veniva agli allenamenti con Attilio Berti perché erano dello stesso paese, Valdagno. Era un vero professionista per serietà e impegno ma allo stesso tempo una persona cordiale e di compagnia.

Ugo Ferrante, il nostro capitano. Un vero pezzo da novanta per bravura, carisma e personalità
Si è vero … Ugo aveva un carattere allegro, aveva sempre voglia di scherzare, un simpaticone …. ma ottimo professionista anche lui …. Aveva vinto uno scudetto con la Fiorentina ed era stato un “messicano” ai Mondiali del 1970, ciò nonostante si è calato subito bene nella realtà di provincia. Mi pare che anche la moglie fosse un’atleta … ma non mi ricordo se giocava giocava a basket o a pallavolo ….

Giuseppe Longoni , come si dice nel mondo del calcio un roccioso terzino …. anche lui prematuramente scomparso…
Esatto, proprio come dici tu, un vero mastino! Anche lui simpatico e cordiale, un difensore di spessore e di valore che dava sicurezza alla squadra. Mi sembra che anche lui sia stato convocato per Mondiali del 1970 ….

Un pensiero anche per Agostino di Bartolomei
Un grande centrocampista e un grande uomo ….. ricordo che era un appassionato di auto da corsa. Era un ragazzo un po’ chiuso e taciturno ma si é sempre trovato molto bene con noi … Ricordo che era arrivato dalla Roma con Stefano D’Aversa, un altro ragazzo d’oro … anche lui non è stato baciato dalla fortuna …. un vero peccato perché era fortissimo!

E per finire il tuo concittadino Alessandro Vitali ….. chissà quanti ricordi ti porti nel cuore anche a distanza di tanto tempo!
Eh sì, i ricordi sono tanti davvero. Abbiamo cominciato a tirare i primi calci insieme e dopo aver percorso strade diverse abbiamo finito la carriera professionistica proprio a Vicenza. Ti ho mandato una foto di quando avevamo 13 anni …… Io e Sandro siamo il terzo e il quarto accosciati da sinistra. La partita era contro la Tevere Roma … io feci due gol e la mia bella prestazione mi spalancò le porte del calcio vero. Sai, sono molto affezionato a questa immagine perché mi ricorda sempre quanto profonda e lunga è stata l’amicizia che ha legato non solo noi due ma anche le nostre rispettive famiglie. Quando io ero a Crotone, lui giocava a Catanzaro e veniva spesso a trovarmi con la sua Giulietta Sprint. La sua vita purtroppo è finita prematuramente in modo tragico, perché quel fatale 26 agosto del 1977 non era alla guida della sua auto ma di quella di un amico … purtroppo non c’é stato nulla da fare … ho vissuto la sua scomparsa come un lutto di famiglia.

Adesso ti devo chiedere un regalo personale … qualche parola sul mio idolo in assoluto … Ezio Vendrame!
Con Ezio Vendrame ho giocato tre anni. Il mio giudizio personale è molto positivo sia come calciatore, perché era dotato di una tecnica pazzesca, ma anche come uomo. Un tipo molto eclettico … musicista, cantante, poeta. Con noi era molto allegro e incline allo scherzo e sempre … sempre sensibile e disponibile con tutti. Ci invitava sempre dopo cena nel suo appartamento per stare in compagnia: io, Vitali e Faloppa eravamo di casa da lui ….

Che partitona la sua al Bentegodi …. un 2 a 2 che ancora ricordo come un dei più bei derby
Io non giocai Ezio … fece impazzire i veronesi: segnò un gol e prese una traversa! L’anno dopo a Verona ce la fecero pagare, finita la partita salimmo tutti sul pullman e ci fu un attacco dei tifosi gialloblu che lanciarono contro il vetro del pullman una pietra molto grossa, sfondandolo. Per fortuna nessuno si fece male …. . Io però segnai al ritorno a Vicenza, ricordo che Zigoni si procurò un rigore inesistente simulando un fallo in area. E ricordo ancora molto bene la rivalità che c’era con i cugini veronesi. Pensa che il Presidente Farina – solitamente molto parsimonioso – ci raddoppiava il premio quando giocavamo contro l’Hellas ….

Il tuo primo anno a Vicenza riporta il tuo nome come capocannoniere del Vicenza con solo 5 gol, si è segnato veramente poco in quel campionato! Una stagione strana, con l’insperata salvezza raggiunta a Bergamo su autogol di Vianello a qualche secondo dalla fine, grazie ad alcuni risultati favorevoli dagli altri campi. Come avete affrontato quella incredibile partita?
Siamo andati a Bergamo per giocarci in ogni caso le ultime carte …. perché nessuno ti regala niente tantomeno l’Atalanta di quei tempi …. Anche se disperati non siamo partiti battuti … e infatti quella memorabile partita è finita con l’incredibile retrocessione dei nerazzurri che erano praticamente già salvi ….

16.000 tifosi vi hanno seguito nella città orobica, stipati in un indimenticabile serpentone di auto, pullman e in un treno speciale ….
Eh si …. un ricordo meraviglioso, ci hanno dato una carica enorme. Ricordo che tornando da Bergamo abbiamo incontrato i pullman dei tifosi milanisti che avevano appena perso lo scudetto a Verona nella famosa partita del 5 a 3 …. Noi festanti e felici … loro in lacrime … così va il calcio … mai dare nulla per scontato!

Un bel ricordo anche la vittoria a Milano contro l’Inter, schierata con la difesa che giocava titolare in nazionale. Si potrebbe anche scrivere Centese batte Inter 2 a 1 visto che i gol furono segnati da Galuppi e Vitali ….
Si, tutto vero! Era sempre il campionato 1972/1973 … segnai un gol bellissimo …. lo puoi vedere nella foto che ti ho mandato, saltai di testa praticamente da solo contro la difesa della Nazionale. Il Presidente Farina nel colmo della gioia allargò i cordoni della borsa e ci dette un premio speciale …. un milione a testa!!!

L’anno successivo si segnò ancora poco (22 gol) e per te solo una presenza. Come mai? Sormani Vitali e Damiani erano grandi nomi sulla carta …. e tralascio volutamente il nome di Macchi, che per me è stato l’attaccante più scarso mai visto a Vicenza …..
L’allenatore Puricelli non mi vedeva, ho giocato solamente la seconda partita di campionato …. e poi mi ha messo in sordina. Poi venne Scopigno ed è stata tutta un’altra musica ….

Nel 1974/1975 ecco purtroppo il triste campionato che mise la parola fine ai 20 anni consecutivi in serie A della Nobile Provinciale. Per te 26 presenze e 3 gol …. Una grande delusione per tutti i tifosi vedere la squadra scivolare nella serie cadetta dopo tanti anni nell’Olimpo del calcio …
Abbiamo vissuto molto male questa retrocessione perché partimmo bene e giocammo male solamente nella parte centrale della stagione. Ci condannarono alla fine i pochi gol segnati …. Fu un grande dispiacere per i tifosi ma soprattutto per noi stessi. Non ci fu contestazione da parte loro, solo l’amarezza della fine di un ciclo storico forse irripetibile.

E arriviamo al tuo ultimo anno in biancorosso nell’annata 1975/1976. Giocatori esperti come te, Ferrante Faloppa Vitali Sulfaro Sormani Bernardis Perego Filippi Dolci e Longoni a far da chiocce a una pattuglia di giovani talenti come Di Bartolomei, D’Aversa, Antonelli, Marangon, Briaschi ….
Sì, tutti giovani di talento come dici tu. Lo hanno dimostrato poi con grandi carriere in serie A ….

E il tuo nome appare ancora una volta come miglior realizzatore del Vicenza …
E’ vero … mi sono sempre impegnato fino all’ultimo nonostante tutti i miei problemi. Se giocassi adesso in questo calcio sarei una seconda punta …

E fu quell’anno che nacque il primo embrione del Real Vicenza …. nomi che sono poi entrati nella leggenda … Galli Fillippi Prestanti Marangon Briaschi
Eh sì … ma anche noi vecchietti abbiamo dato il nostro contributo …

In un’intervista alla “Tribù del calcio” Claudio Gentile – terzino della Juve e della Nazionale Italiana campione del Mondo in Spagna ha dichiarato: “L’attaccante più difficile da marcare non è stato Maradona e nemmeno Zico, ma Gianpaolo Galuppi del Vicenza. Me lo trovai davanti in un Vicenza Juventus e non vidi mai la palla”. Una gran bella soddisfazione per il Garrincha dei poveri …. come venivi chiamato qui dai tifosi biancorossi ….
Questa dichiarazione – inutile dirlo – mi ha fatto un gran piacere. Claudio lo chiamo ancora oggi per ringraziarlo di questo omaggio …. un grosso omaggio alla mia persona e a tutto quello che ho dato al calcio. Ti ho mandato anche una bella foto di noi due in azione di gioco ….

Ho notato che in quegli anni, le rose dei giocatori in serie A era di 20 massimo 22 giocatori. Adesso si arriva anche a 30/35. Ti piace ancora questo calcio affollato, tutto muscoli e velocità, ingabbiato in rigidi schemi che non lasciano più spazio alla libera espressione di estro e fantasia individuale?
Non rinnego del tutto il calcio, no ….. ma ci vorrebbe una via di mezzo come accade al Barcellona, al Bayern, al Napoli ,…. fisicità ma anche estro e fantasia altrimenti il calcio diventa solo una sfida a braccio di ferro!

Quale fu il tuo gol più bello della tua carriera?
Il più bello senz’altro quello di Milano all’Inter, di testa, anche perché come hai ricordato tu avevo davanti i difensori della Nazionale …..

Vedo nella foto (immagine di copertina, ndr) che mi hai mandato che salti di testa un mezzo metro più in alto di Facchetti, con Oriali e Burgnich che restano a guardarti impalati ….
Devo ammettere che anticipare l’avversario era la mia specialità … quel giorno mi riuscì tutto a meraviglia!

Sei rimasto ancora in contatto con qualcuno dei tuoi vecchi compagni di squadra del Vicenza?
Si, ancora oggi sono in contatto con Michele Sulfaro e Stefano d’Aversa. Renato Faloppa è venuto spesso a trovarmi a Cento … è sempre un piace incontrarci e ritrovarci ….

Appese le scarpette al chiodo ti sei impegnato in politica e attualmente ricopri la carica di consigliere comunale a Cento. Ti occupi di sport?
Ho giocato fino a 39 anni nella Centese in Eccellenza, poi C2 e C1 …. e per non farmi mancare niente mi sono rotto i legamenti crociati dell’altra gamba, quella ancora sana ….. Sono impegnato in politica come consigliere comunale di una lista civica di maggioranza. Nel calcio ricopro l’incarico di consigliere della nuova Centese Calcio …. Dopo il fallimento della società che giocava in promozione, siamo ripartiti dalla terza categoria e saliti in seconda, quest’anno siamo decisi a risalire ancora … una città di 40.000 abitanti merita ben altra categoria. Nella vita personale faccio il nonno a tempo pieno di Giulia di 5 anni e Giorgia che ha 7 mesi ….
Spero che le tue nipotine possano vedere Vicenza prima o poi …..la città dove il nonno ha giocato in serie A!
Certamente … quando saranno un po’ più grandi le porterò a Vicenza, ho ancora un ricordo straordinariamente bello della vostra città.

Vuoi mandare un saluto ai tifosi biancorossi, in particolare a quelli che ti ricordano ancora per il tuo grandissimo impegno in campo, la tua modestia e la tua sensibilità umana?
Sì molto volentieri, saluto con affetto tutti i tifosi, anche quelli che non mi hanno visto giocare. Vicenza e i vicentini sono sempre nel mio cuore. E naturalmente SEMPRE FORZA VICENZA !!! Tornate presto in serie A, nella categoria che vi spetta di diritto per la storia e per i grandi giocatori che hanno indossato la gloriosa maglia biancorossa! Ringrazio te Anna e la redazione di biancorossi.net che con questa chiacchierata mi avete permesso di ripercorrere tutta la mia carriera e di ricordare gli anni più belli della mia vita calcistica!

Grazie di cuore a te Gianpaolo!


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