Ovunque biancorossi: Gabriele da Lucca

Articolo pubblicato: 1 novembre 2017 – 10:49 nella cateogoria parola al tifoso. Puoi rimanere aggiornato tramite il feed RSS 2.0.
Questo post è stato scritto da Anna Belloni

Il delicatissimo momento che sta attraversando il nostro Lane mi permette questa settimana di giocarmi la matta, la carta più importante del mazzo. Raggiungo quindi la Toscana, più precisamente Lucca per fare quattro chiacchiere con un gigante biancorosso e non solo per la sua considerevole altezza: ecco a voi il mitico Gabriele Ghilarducci !

Ciao Gabri devo chiedere aiuto proprio a te per riuscire a scrivere un’intervista dopo la tristissima sconfitta contro la Triestina. Partiamo però dall’inizio. I lettori di Sololane conoscono già la tua storia, vuoi raccontare anche a tutti gli amici di biancorossi.net com’è sei diventato un ultras biancorosso?
Ciao Anna e ciao a tutti i tifosi biancorossi! Racconto in breve la mia storia … sono nato e cresciuto a Viareggio anche se da quando mi sono sposato, nel lontano 1995, vivo a Lucca e mi ci trovo anche molto bene, devo dire. Il mio amore per il L.R. Vicenza è nato da una figurina Panini di Nevio Scala, che mi è capitata fra le mani quando avevo sei anni. La maglia, la Erre, il nome così bello mi hanno subito affascinato. Inoltre, quando mio papà (tifoso della Juve) ogni sabato andava a giocare la schedina e mi prtava con lui, la squadra che mi piaceva di più era sempre la solita, così il lunedì, andavo a leggere il risultato della partita del Vicenza su Tuttosport. Evidentemente ero già votato al sacrificio, visto che facevo sempre prima a trovare il Lanerossi partendo dal basso della classifica. Però, immancabilmente, ogni anno veniva raggiunta la salvezza. Con il passare degli anni, alle sconfitte e alle retrocessioni ci abbiamo fatto l’abitudine, però le prime due, soprattutto la seconda nel 78/79, mi hanno fatto venire più di qualche lacrima agli occhi.

Il ricordo legato alla tua prima volta al Menti. Chi hai conosciuto per primo in curva sud?
Seby, il cantante e leader dei Derozer, il povero Andrea Caleffa, che purtroppo non c’è più, Raffaello Cangini, che non ci lascia un attimo ogni volta che veniamo, Vinicio e gli altri ragazzi del quartiere San Felice, che avevano lo striscione “NUKLEO”. Con Seby avevo preso contatti epistolari, (una volta era tutto molto più bello), e avevo scritto che sarei venuto a Vicenza il 5 gennaio 1986, così ci vennero ad accogliere alla Stazione (con me c’era Massimiliano Tassi, altro tifoso biancorosso di Livorno) e ci fecero ubriacare perché ad ogni osteria c’era qualcuno che ci offriva da bere. Arrivati allo Stadio poi abbiamo conosciuto Pancio, che secondo me meriterebbe un monumento, un punto di riferimento per biglietti, trasferte e altro. Prima di quella data, ero stato solo in trasferta, Toscana… Liguria … Emilia e Lombardia. La prima volta al Menti ha effettivamente un fascino speciale e un posto indelebile nei miei ricordi.

Con il Vicenza ne abbiamo viste e passate di tutti i colori …. sconfinate incontenibili gioie e purtroppo delusioni ancora sanguinanti. Vuoi raccontarci tu i due sentimenti opposti che ricordi di più ….
Tra le gioie lo spareggio di Firenze, significava tornare nel calcio “visibile” dopo anni di purgatorio e di delusioni, tra i tanti dolori ricordo una partita a Genova contro il Genoa nel 1987, mi trovai da solo nel settore ospiti, Vicenza in caduta libera (poi retrocesso ancora in C), sono quelle partite in cui ti rendi conto che i miracoli da lì non passano.

Parliamo del vostro gruppo, nato come “Vecchia Versilia Biancorossa” e trasformatosi da qualche anno in “Quei da Fora” una pezza sempre ben inquadrata dagli operatori televisivi quando riuscite a seguire le trasferte in centro Italia ….
Si, è una delle poche cose positive della modernità, internet ci ha dato la possibilità di conoscerci, noi in Toscana siamo un bel gruppo, quando partiamo per le trasferte (per noi è sempre trasferta) è un divertimento assicurato, anche in caso di sconfitta.Siamo sempre in contatto con gli altri tifosi lombardi, con il Gruppo Fantasma emiliano, ma anche con tutti gli altri più lontani, facciamo parte di una comunità che Vicenza accoglie sempre tra le sue braccia, i vicentini sono un gran popolo che capisce di calcio, e un grazie va anche a te e tuo fratello che da anni organizzate incontri magnifici.

So che organizzate incontri conviviali con ex giocatori biancorossi. Vuoi ricordarne qualcuno che ti ha particolarmente emozionato?
Ci troviamo spesso a cena, in Versilia vivono Nick Zanone e Paolo Rosi, ci facciamo raccontare episodi molto divertenti accaduti non solo in campo ma anche negli spogliatoi, nei ritiri precampionato e nelle partite in trasferta. L’anno scorso ho avuto il piacere di cenare insieme a Paolo Rossi, che per le persone di una certa generazione è il simbolo del Lanerossi Vicenza più bello e spumeggiante che sia mai esistito, il Real Vicenza. Quella sera c’erano anche Zanone e Tito Corsi, e sentir raccontare di come è avvenuta la storia delle buste tra Farina e Boniperti da chi l’ha vissuta in prima persona è stato emozionante. Comunque non ci sono solo i giocatori, ci sono anche i tifosi che vengono a trovarci, Stefano e Fulvio di Milano, Renato di Parma, Viller di Reggio Emilia, Giulio di Ravenna, Paxx di Dubino ma anche qualcuno da Vicenza, Cinzia Toniolo capo donna ultrà viene spesso, Babas ex Gatton Gattoni, Maurizio Nicoli e altri.

Purtroppo dobbiamo affrontare la situazione attuale. Guardando la partita con la Triestina mi sono fatta un paio di domande. La prima riguarda un confronto con l’ultima partecipazione alla serie C nel 2013 /2014 con Giovanni Lopez …. la più recente, in cui i ricordi sono ancora belli freschi. Ho letto pagine e pagine sui social e nei blog dei tifosi su quanto fosse scarsa questa squadra. Ti leggo i nomi: Alfonso (attualmente in serie B) Camisa (in serie D) D’Elia (serie B) El Hasni (serie C) Gentili (serie C) Giani (serie B) Padalino (Lugano) Pisano (serie B) Cinelli (serie B) Jadid (serie C) Mustacchio (serie B) Giacomelli (Serie C) Sbrissa (serie B) Maritato (serie C) Tulli (serie C):a mio avviso il livello di quella serie C era decisamente più alto di quello attuale…
La squadra di quest’anno è completamente nuova, a parte Giacomelli gli altri giocatori non li conoscevo, comunque mi sarei aspettato di più da alcuni giovani. Dalle partite che ho visto, poche per la verità, mi è sembrato di vedere molta confusione, anche il mister non mi convince, nonostante sia una brava persona.
Si fa un uso esasperato dei moduli. Ma non si potrebbe più semplicemente giocare a calcio e basta, come si faceva una volta? So già che mi risponderai che per giocare al bel calcio ci vogliono i bei giocatori….
Giusto, con Di Gennaro in mezzo al campo tutti gli schemi funzionano.

Molte volte ho sentito i commenti di ex calciatori anche molto famosi sulla pochezza tecnica di questo calcio. Una volta ci si allenava per ore a pallone contro il muro, per affinare la sensibilità del piede. E alla fine i passaggi e i cross erano millimetrici. …. Ma la colpa è tutta degli allenatori dei vivai o della mancanza di spirito di sacrificio dei giovani calciatori?
Secondo me da entrambe le componenti. Si dà molta importanza alla dinamicità, alla velocità, una volta da ragazzi si stava fuori con il pallone dalla mattina alla sera, ti allenavi anche senza allenatore, oggi i ragazzi che giocano nelle strade non li vedo più, e poi parliamoci chiaro, il calcio moderno non è bello.

Per esempio, nelle immagini della partita contro la Triestina abbiamo visto una squadra lenta, che sviluppa un gioco prevedibile e stucchevole. Non voglio assolutamente dire che i giocatori non si impegnano, anzi …. dico però che non si divertono e si vede.
Infatti, la Triestina ha avuto anche altre occasioni per farci del male, noi siamo scesi in campo nel secondo tempo senza grinta, senza nessuna idea di gioco, senza cervello.

Cosa ne pensi dello sciopero del tifo della curva sud, messo in atto come forma di protesta verso la mancata cessione della società?
Cara Anna, ma questi ragazzi cosa altro devono fare? Sempre presenti, oltre 6.000 abbonamenti, sempre numerosi in trasferta, è un modo per dire basta a questo tira e molla incomprensibile, non posso dargli torto, anche se sono loro i primi a soffrire. Il Vicenza siamo noi tifosi, soprattutto quelli che in casa e in trasferta ci sono sempre, encomiabili, meriterebbero più rispetto. Pensiamo ai sacrifici che fanno questi ragazzi.
Sembra quasi una maledizione … tutti quelli che hanno tentato di comprare il Vicenza sono caduti in disgrazia. Da Mehmeti finito in carcere per bancarotta, a Dalle Rive che ha mollato il suo Altovicentino per gravi motivi di salute, al Real Vicenza abbandonato da Diquigiovanni e relegato alla sola attività dilettantistica a livello giovanile.

Da aprile è spuntata la trattativa con Boreas e recentemente quella con Sanfilippo… tu cosa ne pensi?
Io non penso Anna, io vivendo lontano mi fido di quello che mi dicono, anche se le informazioni sono diverse, sembra una barzelletta ormai sentire che la prossima settimana sarà quella decisiva. Ma Boreas esiste per davvero? Io non credo.

Non dovrebbe essere difficile gestire la comunicazione con un pubblico come quello di Vicenza. E invece da 15 anni a questa parte si è alzato un muro impenetrabile tra società e tifosi . …
Purtroppo con l’era Cassingena si è aperta una voragine, è dura sentirsi dire che i tifosi non devono pensare. Nel mondo di oggi, purtroppo, la mancanza di rispetto è sempre più crescente, non solo a livello calcistico. Nel calcio, secondo me, il tifoso ha sempre ragione.

Gabriele, tu di calcio biancorosso ne hai masticato parecchio. Piuttosto di questi risultati, meglio un onorevole fallimento e ripartire a testa alta dalla serie D, come Padova e Parma?
Sono pronto a tutto, se sarà fallimento io sarò sempre tifoso del Lanerossi Vicenza, come voi. Quando ci incontriamo tra di noi, salta sempre fuori la speranza di un nuovo Pieraldo oppure che uno di noi vinca al Superenalotto, in questo caso avresti anche tu un ruolo in Società, abbiamo già pianificato tutto. Pensa che nello staff tecnico ci saranno anche personaggi del calibro di Robertino da Casalecchio e Daniele da Gela.

Mister Sannino, intervistato in sala stampa dopo il match della sua Triestina contro il Vicenza, ha dichiarato: “Con il blasone non si vincono le partite“ … A che cosa allora dobbiamo aggrapparci dopo l’orrenda sconfitta di Bolzano?
Il momento è triste sotto tutti i punti di vista, Sannino ha detto una cosa ovvia..

Bene, siamo arrivati ai saluti. Ti lascio tutto lo spazio che vuoi per mandare un tuo messaggio personale al mister, un incoraggiamento alla squadra e soprattutto ai tifosi lontani sparsi in Italia e nel mondo ….
Al Mister e alla squadra dico solo di lavorare seriamente cercando di non farci perdere la dignità. Quelli che mi interessano di più sono i tifosi, mi piacerebbe salutare tutti per nome ma è impossibile, sono troppi. Mi rendo conto di essere una persona fortunata, essendo riuscito a trovare dei grandi amici e quindi a provare dei forti sentimenti dall’amore per una squadra di calcio, che si chiama L.R. Vicenza. Grazie Anna e un abbraccio a tutti.

Grazie Gabriele, in tanti mi avevano chiesto la tua intervista …. le tue parole manifestano – nonostante tutto e tutti – l’orgoglio di appartenere alla grande famiglia biancorossa. Perché il vero tifoso può accettare qualsiasi amarezza e delusione … le sconfitte, le retrocessioni, persino il fallimento ma non di vedere oltraggiata e ridicolizzata la storia e la bandiera del glorioso Lanerossi Vicenza. Come dici giustamente tu chiediamo solo dignità!


Messaggio precedenteDal campo: Di Molfetta e Beruatto esterni nel 3-5-2