Santarcangelo-Vicenza: le pagelle

Articolo pubblicato: 14 novembre 2017 – 09:24 nella cateogoria PRIMO-PIANO, Stagione 2017-18. Puoi rimanere aggiornato tramite il feed RSS 2.0.
Questo post è stato scritto da Daniele Scaramella

Valentini 5,5 – Nel primo tempo prende due gol senza nemmeno accorgersene mentre nella ripresa è il primo spettatore (dei pochi) non pagante. Sul raddoppio di Piccioni è la deviazione a trarre in inganno l’ex Spezia ma l’attaccante del Santarcangelo ha il merito di fare la cosa più banale ed efficace in un campo del genere: tirare in porta

Bianchi 5,5 – Dopo un primo tempo anonimo viene sacrificato per ragioni tattiche (dal 46′  Giacomelli 5,5 – per la terza partita consecutiva entra dalla panchina e il disappunto stavolta è maggiore nelle dichiarazioni del dopogara che nella rabbia che ci mette al suo ingresso. La sterzata che prova a dare il capitano non dura più di 10’)

Milesi 5,5 – Può essere preso a simbolo della prestazione della squadra: senza infamia e senza lode, specie perché nella ripresa il Santarcangelo non supera la metà campo. Prova ad improvvisarsi regista arretrato con qualche lancio in profondità specie nel forcing finale ma ci vuole altro piede. Nel primo tempo condivide con i compagni di reparto le responsabilità di due gol evitabilissimi

Magri 5,5 – L’immagine che resta impressa dell’ex Chievo è quella dell’ultimo assalto in cui è chiamato a fare l’attaccante aggiunto nel vano tentativo di un colpo di testa. Al 94’ rimane a terra non per l’intervento di Bastianoni ma perché consapevole della grande occasione persa. Almeno la grinta e la volontà sembrano quelle giuste

Di Molfetta 5 – Mister Colombo gli cambia a più riprese il raggio di manovra ma sia da terzino che da esterno alto l’ex Milan non incide e non salta mai l’uomo. Trova giovamento dall’ingresso di Lanini ma forse è quest’ultimo che avrebbe avuto necessità di un compagno con cui dialogare

De Giorgio 6 – Dal gol di Lanini cambia registro, prende per mano i compagni e anche se in un ruolo non suo prova ad essere lui quello che imbastisce le azioni, dà indicazioni alla squadra e tocca ogni pallone che passa per il centrocampo

Alimi 5 – Tra i giovani in rosa potrebbe essere quello che per doti fisiche e tecniche ha più potenzialità ma la strada è ancora lunga e a Santarcangelo conferma ancora una volta di attraversare un pessimo momento

Salifu 5 – Parte come interno, poi si scambia con Alimi e infine torna alla posizione iniziale: il risultato però non cambia con il mordente che non risiede nella mediana biancorossa (dal 65’ Lanini 6 – migliore in campo per il piglio con cui entra, la speranza che riaccende con una buona punizione e soprattutto perché è l’unico che tira verso lo specchio di Bastianoni)

Giraudo 5,5 – Toninelli è in evidente difficoltà contro il giovane scuola Toro ma una volta superato l’avversario riesce a mettere in mezzo solo pochi palloni interessanti che -puntualmente- vengono respinti fin troppo facilmente dalla difesa gialloblù

Ferrari 5,5 – L’inizio fa ben sperare, poi cala alla distanza facendosi prendere dal tepore dei compagni. Per il dialogo con Comi serve un dizionario migliore

Comi 5,5 – A fine partita da metà campo alza le mani verso i tifosi: la speranza è che fosse per chiedere scusa e non certo per arrendersi visto che è uno dei pochi che lotta su ogni pallone. Anche al “Mazzola” non è assistito al meglio ma neppure lui pareva nelle sue giornate migliori

Colombo 5 – L’idea di calcio messa in scena, come confermato nel postpartita, si avvicina a ciò che sta cercando. Il tecnico ex Sudtirol è sicuramente tra i più preparati della categoria (e il master a pieni voti lo certifica) ma non è sempre immediato mettere in pratica la teoria. La squadra dimostra evidenti limiti dal punto di vista del gioco se nemmeno i 6 giocatori offensivi dell’ultima mezz’ora hanno saputo né trovare la via del gol né tantomeno quella dei tiri nello specchio. Inspiegabile il blackout dei primi 20’, a testimonianza che i problemi più evidenti sembrano non essere curabili con lezioni di tattica: la squadra aveva raccolto meno di quanto prodotto al Menti e la trasferta contro la penultima poteva rappresentare il giusto abbrivio per ripartire e invece ancora una volta la sua squadra ha faticato lontano dalle sue mura amiche. E’ necessario ripartire ma risulta difficile trovare la quadra con questo assetto.


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