Ovunque biancorossi: Luca da San Diego

Articolo pubblicato: 2 maggio 2018 – 07:08 nella cateogoria parola al tifoso. Puoi rimanere aggiornato tramite il feed RSS 2.0.
Questo post è stato scritto da Anna Belloni

Alla luce degli ultimi risultati mi riesce davvero molto difficile imbastire un’intervista per parlare del nostro amato Lane. Ormai possiamo dirlo con certezza, abbiamo toccato il punto più basso e deprimente della storia del Vicenza Calcio, nemmeno nel 1990 alla vigilia dello spareggio di Ferrara eravamo ridotti così male. Cerco di farmi coraggio con un tifoso lontano di prim’ordine, Luca Dal Pubel che vive a San Diego in California.

Buongiorno Luca, la tua é una famiglia di grande tradizione biancorossa ….
Io e mio fratello siamo stati iniziati al calcio e a quell’Arena del calcio che è il mitico Romeo Menti con il Real Vicenza di GB Fabbri e ovviamente fu subito amore per la maglia biancorossa. Il merito ovviamente è di Franco, nostro padre, che ci ha trasmesso la sua passione per il gioco del calcio e per la squadra della nostra città. La domenica era attesa con ansia da tutta la famiglia perché la partita del Lane era (ed é) parte del nostro vivere, un momento di sport che ci vedeva partecipi delle gioie per le vittorie e delle tristezze per le sconfitte della nostra squadra assieme a quella che è da sempre una fantastica tifoseria! Indipendentemente dalla categoria di appartenenza e dai campionati più o meno esaltanti lo stadio Menti è sempre stato il tempio dove alzare con orgoglio il nostro senso di appartenenza alla maglia biancorossa.

Tuo padre in particolare è stato una vera e propria istituzione del tifo …. Ci racconti qualcosa di lui?
Franco è stato presidente del Club D’Ambros Anconetta – ora intitolata a G.B. Fabbri – dal 1967 per ben 32 anni, nello stesso anno è stato eletto nel Consiglio del Centro di Coordinamento Clubs Biancorossi fino a ricoprire la carica di vice durante le presidenze del Cavalier Zambotto e del dott. Cremona. Sono stati anni di grande passione biancorossa e di iniziative quali la promozione del libro una “Una Leggenda in Biancorosso” un bel testo che raccoglieva la storia e le iniziative dei primi 25 anni del Centro e dei meravigliosi clubs biancorossi di Vicenza e provincia e del “Baggio Day” in occasione del Pallone d’Oro al divin codino. Franco insomma è un tifoso doc!

Parliamo un po’ di te. Perché e quando ti sei trasferito finito negli Stati Uniti?
Mi sono trasferito a San Diego nel 2003. Nel 2001 avevo fatto un’interessante esperienza presso uno studio legale e una volta tornato a Vicenza ero stato convinto dal mio caro amico Cristiano a tentare la sorte con la lotteria della Carta Verde, che ogni anno consente a cittadini stranieri di ottenere il permesso di risiedere negli USA attraverso un sistema di sorteggio. Con mio grande stupore (dato che fino a quel momento non avevo mai vinto niente in vita mia!) la ottenni. Così decisi di trasferirmi per poter continuare il lavoro iniziato durante il mio primo soggiorno. La mia fortuna è stata quella di essere stato in grado di sviluppare progetti e programmi universitari che mi hanno consentito di passare molto tempo in Italia e in Europa e di vivere quindi tra gli Stati Uniti e il vecchio continente. Grazie a questo ho potuto seguire il Lanerossi non solo via internet ma direttamente al Menti.

Ci racconti la tua esperienza di insegnante in una prestigiosa Università americana?
Insegnare in un’università americana è un’esperienza molto bella e gratificante. Certo le difficoltà non mancano ma l’ambiente è multiculturale e il corpo docente è spesso composto da persone che vengono da esperienze, culture e nazioni diverse. Questo a mio avviso arricchisce e allo stesso tempo stimola il confronto. Poi essere italiano e poter condividere la tua cultura e identità con studenti americani è un’opportunità unica. Ovviamente il mio proselitismo biancorosso ha portato alcuni dei miei studenti ad innamorarsi del Lanerossi e della sua storia.

Come si vive in una grande città come San Diego?
Si vive bene soprattutto per il clima. Il sole non manca mai e gli inverni sono spesso delle estati o primavere calde. E’ una città particolare che nonostante i suoi 2 milioni di abitanti conserva un’aria molto provinciale. La cultura è molto diversa e questo a volte pesa. Manca il senso di comunità e le amicizie spesso sono superficiali e temporanee.

Come viene vissuto da quelle parti il Big One, il possibile grande terremoto che potrebbe colpire la California come conseguenza dell’accumulo di energia nella faglia di Sant’Andrea?
Non se ne parla direi mai. Anzi!

A proposito di disgrazie … parliamo del nostro Lane. Come ti sei attrezzato per seguire il campionato del Vicenza?
Grazie a internet posso seguire le partite in diretta e se manca quella c’è sempre biancorossi.net e le radiocronache del mitico Corrado Ferretto. Insomma non è come essere allo stadio ma alzarsi quando a volte San Diego dorme ancora e vedere o sentire il Vicenza è un sogno ad occhi aperti! A volte messaggio in diretta con mio fratello dallo stadio, mi manda foto, video mi fa sentire il battito del Menti! La partita ed il rituale del Menti sono tra le cose che più mi mancano.

Le ultime due partite hanno messo a dura prova lo spirito di sopportazione dei tifosi. Il Romeo Menti, fino a qualche anno fa tempio del bel calcio, è ora diventato terreno di conquista anche per squadre fino a oggi relegate nel calcio semiprofessionistico. Ma si può aver paura del Menti?
A dire il vero cara Anna è da parecchi anni che il Romeo Menti è diventato terreno di conquista per tutte le squadre del bel paese più o meno conosciute! Se escludiamo il bel campionato della squadra di Marino, negli ultimi 15 anni c’è assai poco da ricordare … e la colpa di chi è? Non certo di noi tifosi che sempre abbiamo risposto con la passione che ci contraddistingue! Il Menti è uno stadio per il calcio e quella del Lane è una tifoseria competente e corretta verso i suoi giocatori. Oggi quei calciatori temono di scendere sul campo? Ansia da prestazione? Ma per favore non ci prendano in giro e portino rispetto per la R la maglia e il tifoso …. e fuori gli attributi!

C’è chi dice che il Vicenza è ultimo in classifica perché i giocatori sono scarsi. Io invece penso che la situazione è solo l’ultima tessera che cade grazie all’effetto domino innescato dalla sciagurata gestione Finalfa. Tu cosa ne pensi?
La società in una squadra di calcio è la base fondamentale di qualsiasi conquista e vittoria sportiva. A Vicenza qualcuno ha collezionato solo una montagna di debiti e qualcun altro è finito in tribunale … pensare che da queste basi si potesse creare un valido progetto sportivo è fantascienza. Ci sono esempi di squadre che in situazioni simili alla nostra hanno trovato motivazione, carattere e prestazioni; la nostra squadra all’inizio ci ha illuso e poi, ad eccezione delle prime partite della gestione Zanini-Sterchele ha alzato bandiera bianca troppo presto e in maniera poco degna!

I giocatori non erano dei fenomeni nella serie di risultati positivi, non sono dei giocatori da terza categoria adesso. Capisco che chi gioca in condizioni di grave incertezza societaria finisce per sbagliare anche le cose più facili … ma quello che si vede in campo ha veramente dell’incredibile! Nessuno pretende di assistere alla rovesciata di Cristiano Ronaldo, per carità, ma almeno qualche passaggio azzeccato, un cross preciso per gli attaccanti. Sembra che non si sia più in grado di azzeccare nemmeno uno dei fondamentali del calcio. E anche la resistenza fisica non va oltre i sessanta minuti …..
Possiamo anche ritenere singolarmente i giocatori discreti per la categoria, ma a due giornate dalla fine i numeri dicono che questa rosa è la squadra peggiore del girone. Il complesso squadra ha fallito, e quindi il valore del singolo giocatore, scarso o no, viene di conseguenza svalutato. Ha fallito in primis chi questa squadra ha costruito e chi nell’arco del campionato ne ha deciso la guida tecnica! Ho visto spesso una squadra priva di schemi e soluzione offensive affidarsi alle invenzione dei singoli, rincorrere gli avversari e giocare alle belle statuine nella propria area; sviluppare una trama e colpire gli avversari giocando al piccolo trotto è dura in un campionato agonistico come la serie C. Siamo mancati tecnicamente, agonisticamente, fisicamente e tutto il resto è aria fritta.

E del curatore fallimentare che mi dici? Approvi la sua decisione di imporre il silenzio stampa?
Quello del curatore fallimentare è un ruolo delicato, figuriamoci se la società di cui ti occupi è una squadra di calcio come il Lane! Non voglio scendere nel dettaglio delle scelte del curatore perché dettate in primis a soddisfare quanto indicato dal tribunale e a salvaguardare gli interessi dei creditori, ma qui c’è una tifoseria che di tasca propria ha dato soldi non pacche sulle spalle! Ed allora a questi creditori qualcuno avrebbe dovuto dare conto di scelte e azioni … tra queste mettiamoci pure il siluramento di Zanini e Sterchele in luogo di un Lerda, che ha raccolto 3 punti su 15 a disposizione! Silenzio stampa della squadra? Forse ci siamo risparmiati le solite frasi di circostanza che ormai siamo stanchi di sentire ogni anno!

Ricordi, dolci ricordi, che rendono ancora più insopportabile lo sfacelo attuale. Vent’anni fa la vittoria sul Chelsea con il gran gol del principe Lamberto Zauli… dov’eri quella sera?
Ero al Menti in curva con mio fratello e gli amici … ricordo ancora quella scritta e quel coro “vincere” alzarsi al cielo. Fu una partita indimenticabile dove il Vicenza di Guidolin espresse il giuoco del calcio fatto di tecnica, schemi, ardore agonistico e la capacità di soffrire sul campo per raggiungere la vittoria. Quel lancio di Viviani a tagliare la difesa inglese e poi quel fantastico controllo di Zauli, quel suo barcollare che ci lasciò con il fiato sospeso e poi l’apoteosi … che goduria, che goal al Chelsea di Vialli e Zola!!!

E’ uscito da pochi giorni il libro di Sergio Vignoni “Almanacco Illustrato del Vicenza Calcio”, che raccoglie foto e presenze di tutti i giocatori dal 1902 a oggi. Scegli la tua figurina preferita …. e raccontaci perché ..
Quella di Otero, perché ero a Firenze quel pomeriggio dell’8 settembre del 1996, prima di campionato, nel quale il Lane battè 4-2 i Viola con un fantastico poker del suo attaccante uruguagio! Un pomeriggio da leoni che esaltò non solo le sue doti di goleador ma anche di quel fantastico gruppo plasmato da Guidolin, dal Presidente Pieraldo e Gasparin! Scelgo Otero ma potrei nominare capitan Lopez o Di Carlo o Viviani, insomma quei giocatori che con i fatti e non a parole hanno dimostrato di avere la R cucita addosso!

Per il congedo ti lascio lo spazio per un tuo messaggio personale alla squadra e un saluto ai tifosi biancorossi.
GOD SAVE LANE!


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