Parola al tifoso con le analisi sul momento biancorosso

Articolo pubblicato: 13 Dicembre 2018 – 22:51 nella cateogoria parola al tifoso. Puoi rimanere aggiornato tramite il feed RSS 2.0.
Questo post è stato scritto da Redazione

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Salve sono un’abbonata e super tifosa del Lane! Com’è possibile le partite in casa in dicembre alle 20.30, ci hanno invitato a fare l’abbonamento ai ragazzini ma con sto freddo chi li porta due ore fermi di notte a ghiacciare?
E poi il sabato sera io ho l’Eucarestia e come me molti altri fratelli abbonati aiuto ci perderemo tutte le partite.
In primavera / estate giochiamo alle 14.30 in inverno alla 20.30 ma dove vivono quelli che decidono gli orari nell’emisfero sud?!
Ciao a tutti e sempre Forza Vicenza, Patrizia

 

Quello che tutti temevano ed era nell’aria è successo. Fa una rabbia terribile perdere partite così dove hai l’impressione non ci sia nessuno che possa invertire la rotta e salvare la barca che affonda. Attaccano, attaccano ma nessuno ha le qualità per buttarla dentro. Dobbiamo accettare la verità che se siamo dove siamo dobbiamo fare un monumento a Giacomelli e senza di lui perdiamo o al massimo pareggiamo ma con grandissima fatica. Se guardiamo ai gol di Arma c’e’ sempre il passaggio finale o lo zampino di Giacomelli. Morale della favola. SENZA GIACOMELLI NON SI VINCE. Naturalmente è chiaro che lui non potrà sempre mantenere questi ritmi ed a quel punto saranno guai seri. La Società non ha obiettivi di promozione immediata e quindi l’allenatore è tranquillo. Quelli che non sono proprio tranquilli sono i tifosi. Dobbiamo dire sommessamente alla Società che quì non siamo a Bassano e avanti di questo passo non credo che gli spalti saranno sempre pieni come ora. Credo che questi ragionamenti siano quelli della stragrande parte dei tifosi e sportivi di Vicenza i quali sono notoriamente molto pazienti però non tiriamo troppo la corda. Forza Lane. Roberto

 

Gentile Redazione,
visto il momento altalenante della squadra mi sento di inviare una piccola analisi del momento che mi frulla in testa.
Partiamo dal fattore ambientale: il Lane, sicuramente mai negli ultimi 20 anni, sta vivendo una simbiosi societaria/istituzionale che rende possibili prospettive finora solo immaginabili. Il Presidentissimo, che si sta muovendo in modo molto figo, tassello dopo tassello sta rinforzando le radici di una base societaria già solida, come proveniente dal Bassano. Ogni settore societario pian piano, grazie anche all’ausilio di professionisti di primissimo livello, sta rinascendo dalle ceneri. E come una fenice, anche il pubblico, che ha sempre risposto con numeri straordinari per la categoria, risponde ancora con grandissima fiducia. La parte tecnica, che fa radici su un settore giovanile di livello, è ancor più forte grazie agli innesti di ciò che resta del Vicenza Calcio, e i risultati settimanali del settore giovanile sono sempre confortanti. La direzione sportiva della prima squadra, ha lavorato senza alcun dubbio molto bene: la base che ha portato ad un ottimo risultato per il Bassano lo scorso anno, è stata rinforzata laddove pareva essere carente: in attacco Diop, troppo impreciso, ha lasciato il posto ad un bomber fino a quel momento inarrivabile come Arma, i cui numeri parlano da soli. Scelta su cui personalmente nutrivo parecchi dubbi, visti i trascorsi, ma che con decisione la società ha vinto, dimostrando grande competenza, se ce ne fosse bisogno, anche oltre il “sentimento” del pubblico. Inoltre, la partenza di Proia pareva ampiamente coperta dall’arrivo di De Falco, che a Vicenza ricordavamo da avversari come quel tipo di giocatore, molto simile a Di Gennaro da noi molto amato, con prospettiva di impostazione in regia bassa e anche di realizzazione, con il suo talento nel tiro dalla distanza. La difesa, con risultati ottimi, ampiamente riconfermata puntellando laddove poi si è rivelato più giusto, ovvero dal lato sinistro dove Stevanin è stato affiancato da Solerio e all’occorrenza Bianchi.
Proprio gli ex Vicenza, psicologicamente bistrattati dalla procedura fallimentare, paiono essere, con opinioni alterne, la mia contraria, l’unica continuità con il Vicenza che fu. I risultati sono sorprendenti, se ce ne fosse ancora bisogno, con l’ennesima dimostrazione di forza della società che con Giacomelli in particolare, pesca l’asso dopo anni decisamente altalenanti e, anche, qualche episodio particolare che potevano dar a pensare al tifoso ignorante, quale sono io ad esempio. Insomma, pure Curcio che all’Arzachena aveva meravigliato, ritrova Colella che lo fece rinascere, Colella anche lui confermato dopo 6 mesi eccellenti; tutte le prospettive sulla carta sono positive, per una squadra che, appunto puntellata nei punti giusti, pare assolutamente in grado di centrare l’obiettivo stagionale del 5o posto, anzi ancor più raggiungibile guardando i risultati dell’anno precedente del Bassano, e senza – almeno inizialmente – le super-corazzate spendaccione presenti lo scorso anno come il Padova.
Fatte le dovute premesse, ora inizio la mia analisi del momento, che mi ha anche pure portato a qualche litigio con amici. Sostanzialmente, vedo che il Lanerossi inizia il campionato in piena costruzione identitaria, con un buon lavoro che si intravede dopo poche giornate. Finalmente! dicono tutti i tifosi che dopo anni caratterizzati a volte anche da scarso impegno, si vede una squadra con i cosiddetti, che non molla niente e recupera spesso le partite allo scadere. La vittoria con la Feralpi pare solo l’inizio di una cavalcata in linea con le aspettative, il pareggio di Pordenone a cementare il nuovo corso, col Monza ad incendiare un ambiente già caldo, infine lo stop con la Fermana, con qualche difficoltà pare essere anche quello superato con le vittorie successive anche in coppa. Poi, la partita di Imola che io ritengo essere una piccola svolta psicologica. Una squadra che inizia a ad aver forse troppa sicurezza, inizia a rendere evidenti i propri limiti tecnici, non solo per errori tecnici individuali; arranca anche a Trieste ed infine regala 2 gol per erroracci in casa al Sudtirol dopo una discreta gara. Il sacco di Terni pare risolvere il momento in modo brillante, poi l’inesperienza di gestione, fattore forse anagrafico, regala il pareggio ad un propositivo Teramo, ed infine arriviamo alla debacle di Gubbio. Tecnica, tattica, mentale. Perfino il leader maximo Colella pare innervosirsi e non aver quasi spiegazione, sebbene con la consueta sincerità riconosca già alla vigilia la forza dell’avversario. Nessuna reazione durante la gara nè, forse, neppure quella sana rabbia, genuina ed improduttiva, finora mai mancata.
Ma venendo al punto, e ho appunto litigato per questo, a me pare che vi siano 2 aspetti su cui discutere: il primo è relativo all’andamento complessivo del campionato. Vista la base da cui si partiva, e per come detto della base del Bassano, i tonfi iniziano ad essere tanti; senza i grandi finalizzatori Arma e Giacomelli, quest’anno in stato di grazia, a me il gruppo del nuovo Lanerossi pare non riuscire a confermare quella “cooperativa del gol” che invece fu suo punto di forza l’anno precedente. Mi chiedo perchè visto il buon lavoro del DS e la conferma dell’allenatore. Pressioni? Nessuna. Ambiente? Assolutamente, come detto, a favore, con la tifoseria che applaude e segue la squadra in ogni caso, come peraltro è anche giusto che sia, abbastanza sciocco pare il contrario. Beh, ripeto pur litigando per questo, io sono convinto che quanto visto dal punto di vista psicologico confermi la squadra come ancora non pronta, nella leadership soprattutto, in quanto venendo meno alcuni elementi la differenza si fa sentire in modo quasi abissale, e senza “far santi” naturalmente i due di cui in precedenza scritto. Insomma, l’obiettivo prefisso, è raggiungibile, ma intervenendo sul mercato a gennaio, ed infatti quasi a conferma ecco pronto l’ex capitano Cinelli, pedina importante in quella rinascita quasi miracolosa, anche personale, dalla C.
Secondo aspetto, mi chiedo, perchè taluni elementi, lo scorso anno positivi, non rendono, stavolta dal punto di vista tecnico come potrebbero? Ecco, senza far nomi, da quanto visto a mio avviso 3/4 elementi non sono adatti alla categoria e costituiscono “scommesse” perse. Altri, 5 sono deludenti, e qui i nomi invece li scrivo: Grandi, con altrettanto grandi indecisioni che vanificano i buoni interventi; Mantovani, che pare agli sgoccioli di una validissima carriera; Bianchi D., che neppure in serenità pare riuscire a tornare ai fasti della sua primissima stagione in B; De Falco, su cui si riponevano forse fin troppe esaltanti aspettative; Curcio, dal talento tecnico cristallino, che non si capisce perchè non riesca a far valere questo fattore. Ed infine le scommesse vinte, ne conto almeno 4: Arma, Giacomelli di cui ampiamente scritto, Zonta e Zarpellon, quest’ultimo che lascia intravedere qualità più che eccellenti. Gli altri, poco più che una decina, onesti mestieranti di categoria che lavorano tra alti e bassi. Troppo poco, credo per puntare al 5o posto, dove almeno 6/7 elementi devono essere “tra virgolette” già pronti addirittura al salto di categoria (obiettivo non dichiarato e su cui erroneamente tutti talvolta speriamo).
Non mi sento, in questa analisi di trovare responsabilità per Seeber e Colella, quest’ultimo in particolare che quasi con tenerezza sta, nei suoi talvolta bruschi modi, catalizzando tutti i malumori su di sè, quasi a proteggere il proprio figliolo. “Ma stiamo parlando di 20enni!” parafrasando proprio il mister nelle sue prime interviste. Concludendo, a mio avviso, e qui da parte di qualcuno forse voleranno i pomodori e gli schiaffoni, il campionato finora non lo ritengo ancora sufficiente, sebbene la distanza dalla 2a sia irrisoria, e gli scontri diretti per la gran parte a favore. Inutile ricordare l’incommentabile passato, finalmente stiamo discutendo di calcio, ma proprio per questo! urgono correttivi, decisi e puntuali che sono sicuro non macheranno, il primo come detto con Cinelli. Riconoscendo finalmente la competenza alla nuova società, infine scrivo: stupiteci ancora, ma il lavoro purtroppo pare essere più grande di quanto finora preannunciato/previsto…

Ronzani Roberto


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