L’idea nella testa di Mimmo Di Carlo probabilmente c’è sempre stata. Tornare a Vicenza e sedersi su quella panchina, entrare al “Menti” davanti a quella che considera la sua gente era un disegno che lui sapeva che prima o poi si sarebbe avverato. Solo tre mesi fa, a chi gli chiedeva del Vicenza in serie C, Di Carlo rispondeva che  –  “ Vicenza è sempre Vicenza, quello dei biancorossi è il primo risultato che chiedo quando finisce la partita la mia squadra. Per me allenare il Vicenza sarebbe un’emozione, qualcosa di speciale, di unico. Spero e credo che possa succedere un giorno, sono certo che sarebbe una grande avventura “.  Di tempo perché il sogno si avveri ne è servito poco perché Di Carlo guiderà il L.R. Vicenza nel prossimo campionato e siederà sulla panchina biancorossa. Un antipasto, per la verità, c’è già stato nel biennio dal 2001 al 2003 quando Di Carlo ha allenato la Primavera biancorossa ottenendo nella seconda stagione risultati importanti come il quarto posto al torneo di Viareggio, e arrivando ai quarti di finale dei play off scudetto.

Di quel gruppo faceva parte Luca Rigoni, vicentino di Cogollo del Cengio che non ha dimenticato quelle annate e i primi passi di Di Carlo da allenatore. “ Dirlo adesso sembra facile e scontato, ma che il mister avesse le qualità per fare strada l’avevamo capito subito – spiega Luca Rigoni – con noi ha saputo creare subito l’atmosfera giusta, è stato bravo a coinvolgere tutti nel progetto tecnico e soprattutto è riuscito a migliorarci dal punto di vista tecnico e a farci crescere come uomini “. Di quel gruppo solo Luca Rigoni è poi arrivato a giocare nel calcio che conta, ma Di Carlo è riuscito a costruire una squadra forte e compatta che ha sfiorato la vittoria al torneo di Viareggio. “ Abbiamo perso la semifinale contro la Juventus allenata da Gasperini, l’attuale tecnico dell’Atalanta – ricorda il mediano vicentino – in quella squadra giocavano Mirante in porta, Cassani e Gastaldello in difesa, Paro e Konko a centrocampo e Palladino e Olivera in attacco. Uno squadrone, e purtroppo noi abbiamo affrontato la partita senza Ferrari, il nostro perno della difesa, che il giorno prima si era rotto il legamento crociato del ginocchio. Un brutto colpo anche dal punto di vista psicologico che ci ha condizionato, anche se loro erano veramente forti, e infatti hanno poi vinto anche la finale “. Rigoni ha poi ritrovato Di Carlo da allenatore al Chievo Verona in serie A. “ Il mister è arrivato a novembre e la nostra situazione di classifica era molto brutta. Ha saputo trasmetterci fiducia, carica, la voglia di non mollare mai e, grazie anche alla sua capacità di metterci in campo, abbiamo disputato un girone di ritorno strepitoso e ci siamo salvati senza affanni. Quel Di Carlo era un tecnico già maturo, preparato e con una carica straordinaria. In quella stagione grazie a lui abbiamo fatto un’impresa “. Rigoni, come il papà Gianluigi e il fratello Nicola ha vestito a lungo la maglia biancorossa e l’affetto per quei colori è rimasto nel cuore. “ Sono contento che la società abbia scelto Di Carlo per riportare il Vicenza dove merita. Il mister è senza dubbio l’uomo giusto al posto giusto. Immagino che sia carico come una molla, che abbia una voglia incredibile di fare bene. Adesso tocca alla società costruire una squadra forte che possa lottare per vincere il campionato. Tornare in biancorosso? Ho un contratto con il Parma fino al 2020, magari tra un anno, chissà … “.

(articolo tratto dal Corriere del Veneto)