Dopo la sosta estiva, eccoci riprendere il nostro cammino alla caccia di nuovi e vecchi tifosi che tifano il nostro amato Lane da ogni angolo d’Italia e del continente. La prima intervista di questa stagione che ci porta nella città eterna, Roma. Buongiorno Riccardo, i nostri lettori vorranno sicuramente conoscere la tua storia, soprattutto di quando e come hai iniziato a tifare per il Vicenza ….

Intanto buongiorno a voi e a tutti i tifosi. Allora, ho cominciato a tifare Vicenza alle scuole elementari all’età di dieci anni, raccoglievo le figurine dell’album della Panini e avendone poche decisi di completare subito una squadra: ero indeciso tra il Torino e il Vicenza. Fortunatamente scelsi quest’ultima, colpito dai colori della maglia e dalla presenza di Paolo Rossi… e Paolo Rosi.

Ci vuole un bel coraggio a tifare e per di più da lontano per una squadra andata in disgrazia, una nobile si  …. ma decaduta, mentre si vive in una città metropolitana che offre due grosse squadre e la possibilità di vedere incontri con i più grossi club italiani ……  

Devo anche dire che a quei tempi la mia scelta non fu influenzata da nessuno, ne’ da amici o parenti e nemmeno dai miei genitori, poiché questi ultimi non si sono mai interessati al calcio. Non ho mai avuto alcun dubbio sulla mia scelta, nemmeno nei tempi più bui della storia della società.

Eri al corrente che a Roma e comunque nel Lazio è presente una numerosa rappresentanza di tifosi “da fora”?    

Sin dai tempi di Ulivieri ero al corrente della presenza di tifosi biancorossi qui a Roma e nel Lazio. Ma mai mi sarei potuto immaginare che potessero essere così tanti. E’ una gran bella soddisfazione …..

Dicevamo che il 1978/1979 fu un anno horribilis ….. il campionato a cui facciamo riferimento è uno dei più funesti perché quella retrocessione aprì la porta del lungo declino del Vicenza: nel campionato 1980/1981 la squadra sprofondò in serie C per rimanerci fino al 1984/1985, annata che si conclude con la gioia della promozione nello spareggio di Firenze …  

…e infatti all’età di diciassette anni, da solo, presi il treno da Roma per andare a vedere lo spareggio. Fortuna volle che i miei genitori, nell’ambito della mia vita adolescenziale, non mi fecero problemi, anche se ero minorenne, né ostacolarono la mia decisione. Essendo la mia prima trasferta però sbagliai clamorosamente curva, ingannato dai colori biancorossi che indossava  anche il Piacenza. Conservo orgogliosamente una fotografia scattata da me, che immortala il pallone scagliato dal mitico Cerilli, sotto l’incrocio dei pali, alla sinistra di Lorieri. Potei esultare solamente dentro di me, in silenzio, per “ovvi motivi”!!!!

In serie B ci fu la famosa partita a Roma contro la Lazio terminata con un’indimenticabile vittoria per 4 a 3 …. 

Partita meravigliosa. Coincidenza volle che in porta nella Lazio quel giorno giocasse il mitico Astutillo Malgioglio, ex storico portiere del Brescia, da me sempre seguito con ammirazione e simpatia in quanto anche io all’epoca ero un giovane portiere. E ricordo come fosse ieri quando incassato un gol per una sua papera mentre veniva pesantemente insultato dai suoi tifosi,  sputò sulla sua maglia gettandola poi successivamente in terra. In quell’istante provai una strana doppia sensazione: da una parte gioia per il risultato che volgeva a nostro favore e dall’ altra un profondo dispiacere per il loro portiere, perché era evidente che non avrei più potuto seguirlo nella mia città.

Grande persona Malgioglio e immensa la sua generosità a favore delle persone con disabilità. Comunque dopo l’amarezza della sfumata promozione in serie A subiamo un’altra retrocessione, con il triste epilogo proprio a Roma contro la Lazio nell’ultima di campionato ……

Già, era il 1987: ricordo che ero in curva sud, ”mimetizzato” tra i tifosi laziali. E che il buon, anzi ottimo Ennio Dal Bianco parò di tutto e di più, volando per quasi tutta la partita da un palo all’altro, come fosse un’aquila biancorossa e non biancoazzurra. Mentre io (sempre rimanendo in campo…ornitologico) ero intento dietro la sua porta a gufare contro gli attaccanti laziali. Poi purtroppo finì come tutti noi sappiamo …..

E poi la storia del Vicenza  diventa bella e vincente con la conquista della Coppa Italia e la grande avventura in Coppa delle Coppe. Ricordami le tue emozioni …. 

Logicamente provai una gioia immensa e indescrivibile per la conquista della Coppa Italia. E successivamente una grande soddisfazione per il nostro lungo cammino nelle coppe europee. In ricordo di quelle annate, ho con me una maglietta con il numero 5 di Biorklund. Sono emozioni che non si possono mai dimenticare ….

Molti sono stati i giocatori romani che hanno vestito la casacca biancorossa. Ce n’è uno al quale sei particolarmente affezionato e perché? ..

“So’ parecchio”, detto alla romana, molto affezionato a quest’ultimo giocatore romano: Emanuele Padella. Essendo purtroppo abituato a seguire per tanti, troppi anni, gare di serie C (Vicenza docet), negli anni successivi ho continuato a interessarmi di questa categoria fino all’anno 2011, frequentando rigorosamente il sabato allo stadio Flaminio la squadra della Lodigiani Cisco, nella quale giocava Padella. E in questi ultimi otto anni non ho mai smesso di sperare che un giorno potesse approdare nella nostra squadra. Conto al più presto, tra pochi mesi, di venire su a Vicenza a vedere qualche partita e a conoscere Emanuele. A Roma non ne ho avuto occasione purtroppo.

Che tipo di giocatore è Emanuele Padella?

Fino al 2011 l’ho sempre visto giocare dal vivo, poi ho seguito spezzoni di partite in TV. Come si autodefinisce anche lui è un giocatore molto grintoso ed efficace nel “corpo a corpo” e per fortuna in serie C non c’è la VAR (ride n.d.r.). Molto bravo di testa, è anche dotato t di “piedi buoni” per essere un difensore. Ma soprattutto è un giocatore che in campo da tutto quello che ha, è esperto al punto giusto non essendo ancora un over 30. In pratica un lusso per la nostra categoria. Spero tanto che rimanga con noi per tutti i tre anni del contratto. Non ha mai giocato in serie A, spero che gli succeda con la maglia del Vicenza …..

Chiudiamo la parentesi dei ricordi e guardiamo al nostro presente. E’ passato “l’anno zero” il primo della gestione Rosso. Ora i tifosi si aspettano un campionato di vertice …. 

Non posso che essere strafelice dell’avvento del nostro Patron Renzo Rosso. Noi tifosi non possiamo far altro che tifare, aspettare e sperare in acquisti di giocatori sempre più forti e di qualità’. Le soddisfazioni arriveranno, statene certi …..

Il ritorno dell’amatissimo e indimenticato Mimmo Di Carlo ha riportato l’entusiasmo tra i tifosi. In panchina siede un allenatore che conosce molto bene Vicenza, i vicentini … ma molto poco le insidie della serie C …. secondo te cosa serve veramente a una squadra per essere vincente in questa categoria?

Si, potrebbe essere vero che Mimmo, in linea teorica non conosca almeno inizialmente i giocatori avversari. Ma se anche così fosse sicuramente potrà sopperire a questa “mancanza” con tutte le altre sue innumerevoli qualità sia tecniche che umane. Per quanto riguarda la tua domanda su cosa serve per essere veramente vincenti la risposta potrà darla solamente il campo. Dipenderà non solo dalla qualità dei giocatori e dal collettivo che si formerà tra loro ma anche da fattori ambientali, come la rimessa a nuovo del terreno di gioco, ridotto ormai a un campo per la raccolta delle patate. Nella partita contro la Fermana abbiamo molto sofferto l’irregolarità del campo, tempestato da buche e assenza di manto erboso.

Dai un tuo giudizio alla difesa

A mio avviso ci servirebbe un forte terzino sx tipo Almici o Maggio. Voto comunque 7

Al centrocampo….

Allora, se Scoppa non va, servirebbe un’aspirapolvere … come Bartolomei o Burrai.  Voto 6

E all’attacco ….

Io stravedo per Bernardotto della Vibonese.  Voto comunque 6,5

Dopo la bella prestazione nell’amichevole con il Pordenone, il pareggio a Modena e la vittoria contro la Fermana hanno mostrato una squadra di grandi potenzialità ma ancora un po’ “impallata” a centrocampo ……

Purtroppo a questo punto della stagione me lo aspettavo. Servirà ancora circa un mesetto, per vedere i primi risultati di assimilamento degli schemi di mister Mimmo.

Siamo arrivati ai saluti. Hai un messaggio da inviare alla squadra e al mister? Vuoi salutare i tifosi biancorossi.

Alla squadra vorrei soltanto dire di rimanere sempre positivi e orgogliosi di indossare la maglia biancorossa e di calcare il glorioso prato ”verde”, anche se spelacchiato, del Menti.  Al mister vorrei dire che … anche se é sicuramente piu’ bravo di Colella come allenatore, lui rimarrà’ per me sempre imbattibile nelle interviste.  Saluto da Roma tutti i tifosi biancorossi e ricordatevi sempre che se qualche volta voi soffrite per i risultati, pensate sempre che noi da così lontano soffriamo ancora di più’, perché la distanza ci impedisce di poter assistere con regolarità alle partite e agli allenamenti.  UN SOLO GRIDO  FORZA LANE  !!!

Grazie Riccardo per la tua disponibilità. Ti aspettiamo quanto prima al Menti!

Grazie a voi per il tempo che mi avete dedicato. A presto!