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Poche ore dopo l’ufficialità del ripescaggio abbiamo ricevuto la mail di Roberto che ci tiene a sottolineare l’importanza e la bellezza del tifo biancorosso. Vi ricordiamo che potete scriverci a redazione@biancorossi.net inviandoci le vostre opinioni, i vostri consigli e le vostre domande. La redazione si riserverà il diritto di non pubblicare o censurare testi e parole non ritenuti idonei. 

NOI C’ERAVAMO
Quando perdavamo, sempre. Sugli spalti, più di tutti.
Quando siamo caduti ad Empoli.
Quando non sapevamo che fine avremmo fatto.
Quando abbiamo saputo delle riammissioni e del ripescaggio e l’abbiamo accettato talvolta senza meritare. Lottando come curva per rialzarci con dignità.
Quando siamo entrati sugli spalti a Salò.
Quando a Verona festeggiavano la promozione e la nostra ennesima retrocessione sul campo.
Quando noi stavamo in silenzio a guardare, curva sud vuota e divisa, contro la Reggina.
Quando speravano che non saremmo mai tornati nel calcio che conta.
Quando alcuni sono stati penalizzati oltremodo per una protesta civile.
Quando non riuscivamo a ritrovare la strada.
Quando l’abbiamo ritrovata, nell’unità dei gruppi. Quando la responsabilità per le recenti sofferenze sportive è una sola, finalmente chiara anche al CCCB.
Quando pensavamo che il fallimento fosse l’unica soluzione.

Questa è la nostra curva, vissuta fino all’ultima goccia di sudore.
E’ la curva di tutti quelli che ci hanno sempre creduto.
E sofferto per non riuscire a starle distanti, pur avendone validi motivi.
E’ la curva dei guanti gialli, degli striscioni e delle R in provincia.
E’ la curva di tutti noi tifosi vicentini che abbiamo fatto sentire ancora più forte la vostra voce.
Prendendo ripetuti schiaffi in tutta Italia, sempre a testa alta.
Sempre presenti e non solo nelle partite che contano, spesso disillusi, calpestati, derisi.
Da Asiago, Bassano, Thiene, Valdagno, Noventa, da diverse parti del mondo sotto gli stessi colori.
Totalmente dipendenti, a cantare anche sotto la pioggia, anche di fronte a prestazioni deludenti, sempre e comunque per la maglia e per la storia.
E’ la curva di quelli che hanno esultato per un gol in Lega Pro come per quelli che hanno valso la Coppa Italia.
E’ la curva, perché no, degli avversari (non tutti) che ci hanno sempre rispettato.
E’ la curva di Roberto, Paolo, Luis, Stefan, Gilberto, Giovanni, Ezio, Giorgio, Giuseppe, Alfredo, Antonino… E Alessandro, Luca, Andrea, Michele, Pietro, Gianluca, Fabio, Alberto… Piermario.
E’ la curva dove il nonno tifa con il proprio nipote per una storia centenaria.
E’ la curva che non sarà mai messa a tacere, né dalla proprietà né dalla Lega, dalla televisione o dai cori avversari, anche in trasferta.

E doveva finire così, evidentemente.
Godiamocela, anche se non ce la siamo meritata.
Io c’ero, voi c’eravate. Noi c’eravamo. E ci siamo, finalmente. Siamo tornati.
La serie B è il nostro minimo sindacale.
Siamo il lane, lo saremo sempre.
La gente passa, la storia resta.
Proprietà ed entourage, non meritate questo regalo, abbiate la decenza di tacere.
Ed andarvene zitti, senza il vessillo del vincitore.
La storia siamo noi.

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Articolo scritto dalla Redazione di Biancorossi.net

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