Eccoci arrivati al secondo appuntamento con i tifosi lontani. Questa settimana rimaniamo in Italia e andiamo a salutare un vero mito: il super tifoso bolognese Robertino Righi, ovvero Robertino tassista ultras vicentino.

Buonasera Robertino, hai l’onore di aprire la sfilata di chi tifa Lane da ogni angolo dell’Italia. Tu vivi a Casalecchio di Reno, puoi dirci due parole sulla tua città… cosa c’è di bello dalle tue parti?

Beh, non ho molto da raccontarti… Casalecchio sul Reno è un paese di 35 mila anime che dista solo 6 km da Bologna. Ci sono due cose che rendono famoso Casalecchio: una è la millenaria chiusa, dichiarata addirittura patrimonio dell’UNESCO e il reticolo idraulico ad essa collegato. L’opera consiste in un grande bastione eretto dove in epoca remota finivano le terre emerse e iniziava una vasta distesa di paludi. Dal tempo della sua costruzione, per centinaia d’anni, ha difeso i centri abitati dalle pericolose inondazioni del Reno. L’altra cosa famosa… ovviamente sono io!

Anche per te la solita domanda d’obbligo: perché proprio il Vicenza? C’era il blasonato Bologna a un tiro di schioppo, oppure potevi tifare qualche grande squadra metropolitana invece di andarti a complicare la vita con una Provinciale, seppur Nobile…

Ah, ma io sono un tifoso di vecchia data, sai! Tutto è cominciato nel 1963, quando Luis Vinicio giocava nel Bologna, proprio l’anno prima dello scudetto conquistato con Bernardini. Avevo, nove… forse dieci anni. Io lo vedevo al campo sportivo, nel tempo libero giocava a tennis e mio papà mi diceva sempre “Robertino, se vuoi imparare a giocare a tennis vai a vedere quelli bravi e offriti come raccatapalle!” E così ho cominciato a frequentare i campi in terra rossa e alla fine sono riuscito a fare amicizia con il grande Luis. Un giorno, dopo una partita, mi venne vicino e mi disse “Oh, Roby… guarda che vado via da Bologna, il presidente non mi vuole più, mi ha comprato il Lanerossi Vicenza”. “E allora io da oggi tifo Vicenza” gli ho risposto… e così è stato, da quel momento e per sempre.

Ovunque_Robertino_1Qual è il ricordo più bello che hai della tua squadra del cuore?

Il più bello, senza dubbio il 29 maggio del 1997, quando il mio idolo capitan Lopez ha alzato la Coppa Italia al cielo. Devo confessarti che la mia ammirazione per il grande Giò ha addirittura superato la mia immensa venerazione per Vinicio. Ed è per lui che nel lontano 1995 ho intitolato il mio taxi VICENZA 6, come il numero della maglia del nostro grande Capitano.

E il più brutto?

Sicuramente l’ingiusta eliminazione dalla Coppa delle Coppe in quella maledetta partita contro il Chelsea. E’ stato un vero furto, se ci penso ancora oggi mi viene il magone… eh sì, nel giro di un anno ho provato prima il dolce sapore delle lacrime di gioia e poi quello amaro del pianto di disperazione…

Dicci due parole sul tuo lavoro di tassista… è una professione che consiglieresti ai giovani in cerca di un’occupazione?

Sicuramente sì, per me è il lavoro più bello del mondo perché ti dà una libertà impagabile, la possibilità di gestirti in autonomia e ti offre il contatto con la gente. Nel mio taxi niente politica, si parla solo di calcio o di viaggi. E non c’è un cliente che non mi chieda che cosa rappresenti il nastrino biancorosso che penzola dallo specchietto, con le due strisce in cui si legge VICENZA 6 da una parte e LANEROSSI dall’altra. Ah, naturalmente non carico assolutamente clienti veronesi, questo lo puoi scrivere…

Ovunque_Robertino_2Immagino che non sia semplice vivere la passione per una squadra di calcio che non è quella della tua città o della tua provincia. Come ti sei attrezzato per tenerti informato sulle vicende biancorosse? Tra l’altro so che viaggi molto all’estero con il tuo camper…

Ah, guarda, io per la tecnologia sono proprio negato. Pensa che mi sono comprato il cellulare solo per poter ascoltare su internet la radiocronaca delle partite di Corrado Ferretto. E poi per fortuna ho gli amici toscani della “Versilia Biancorossa” che mi tengono sempre aggiornato, anche all’estero…

Mi risulta che i tifosi lontani in Emilia Romagna siano più d’uno!

Certo… e siamo diventati grandi amici… da anni sono in contatto con il Gruppo Fantasma di Faenza e con Alessandro, vicentino di origine ma residente a Bologna. Siamo come fratelli noi due. Pensa che quando era piccolo suo padre lo accompagnava a Vicenza a vedere le partite, e adesso lui fa lo stesso con suo figlio Simone. Questa è la cosa bella… scrivilo… ci si passa il testimone di padre in figlio anche se siamo lontani…

Hai ragione, Robertino. Questo è un concetto su cui riflettere… la trasmissione del tifo per la gloriosa squadra del cuore, ancorché scesa nel calcio che conta poco, è un patrimonio e un’eredità che vengono coltivati e custoditi come un sentimento prezioso. Grazie della chiacchierata Robertino, ci vediamo presto a Vicenza allora!

Assolutamente sì. Con un solo grido nel cuore: forza Lane!

3 Commenti

  1. Robertino è diventato lo zio dei miei figli! Noi della Versilia gli vogliamo tanto bene, persona genuina e di gran compagnia, con lui il divertimento è assicurato, anche in caso di sconfitta sul campo.
    Grazie Anna per queste “chicche” meravigliose!

  2. Grazie a tutti i tifosi da fora. Riempie il cuore di felicità e orgoglio sapere che il nostro piccolo grande Lanerossi è amato anche da persone che non abitano a Vicenza e provincia. Fa sentire, come dire, ancora più grandi e forti. Grazie ancora a tutti voi, il racconto di queste storie d’amore mi commuovono e mi gonfiano il petto.

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