Il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli è stato ospite della diretta Instagram delle 18.30 della testata sportiva online TuttoC diretta da Sebastian Donzella. Di seguito riportiamo i punti salienti delle sue dichiarazioni.

Intanto le chiedo come sta passando questo periodo di difficoltà?
Stiamo lavorando. Il problema vero è mettere in linea di galleggiamento le nostre 60 società. Lavorando sul rispetto delle regole avevamo fatto un grande passo in tal senso, stavamo lavorando anche sulla sostenibilità economica della categoria ma purtroppo il virus ha spazzato via tutto. Il primo problema da risolvere ora è relativo all’accesso agli ammortizzatori sociali, il secondo invece è garantire l’accesso alla liquidità immediata per le società.

Galliani ha detto che forse servirebbe l’aiuto di un advisor esterno. Cosa ne pensa e soprattutto come sta andando il dialogo con il ministro Spadafora?
Quando una proposta arriva da un manager di qualità come Galliani serve mettersi in ascolto, è fondamentale. Certo, questo prevederebbe un elemento che è mancato in questi anni che è fare sistema tra le varie Leghe. Se si facesse un passaggio di questo tipo io a Galliani direi “Obbedisco”, un po’ come Garibaldi a Teano. Il ministro sa benissimo che servono interventi immediati, abbiamo lavorato fino alle due di notte per mandare in porto un primo provvedimento. Diciamo che con il decreto “Cura Italia 2” contiamo di avere uno slittamento del pagamento dei contributi fino a Novembre, oltre non si può andare per motivi legali. Auspichiamo inoltre che si crei un provvedimento “Salva Calcio” per le società in crisi. Questo fondo si potrebbe creare prelevando risorse sia dalle scommesse sportive che da altri depositi, inoltre il presidente Gravina sta cercando ulteriori fonti aggiuntive per fornire liquidità. Anche la cassa integrazione è un punto essenziale per noi.

Ci stanno chiedendo tutti se riprendono i campionati e quando?
Guardi, Gravina è presidente FIGC e quindi è compito suo, che io rispetto molto, quello di coordinare il rapporto tra le Leghe e il Governo. Serve un punto di riferimento solido, lui dal canto suo fa bene a presentare delle proposte anche particolari, come quella di finire il campionato in Autunno, anche per evitare contenziosi in Tribunale che potrebbero essere disastrosi. Io invece sono concentrato solo su un punto: se passa questo mese e ci ritroviamo senza squadre, con chi lo ricominciamo questo campionato? Chi le gioca le partite? Le mie società sono preoccupate di iniziare ora, per via dei costi e dei danni ingenti che potrebbero subire, figuriamoci se la cosa dovesse slittare più avanti. Durante l’assemblea emozionante di qualche giorno fa, che ho vissuto con Cesare Fogliazza (pres. Pergolettese) con cui parlo tutti i giorni, ho imparato a riconoscere all’istante quel rumore lancinante delle sirene e i rintocchi delle campane che suonano a morto. Come faccio a dire a Cesare, al quale è morto il nipote di 37 anni come pure il medico sociale del settore giovanile, in un momento in cui la gente muore da sola, senza il conforto dei cari e senza avere la consolazione di un funerale, che si deve ricominciare il campionato? Io vorrei giocare domani, perché significherebbe aver passato questo periodo, ma ci sono una serie di problemi seri da considerare.

Le società messe meglio in classifica vorrebbero giocare per conquistare la Serie B sul campo, in caso come gestireste la questione promozioni-retrocessioni?
Io ti voglio bene, ma non mi sposterai da ciò che ho già detto. Fai bene a chiedermelo, ma a quelle persone che te lo chiedono io dico che per mantenere in piedi la categoria dobbiamo evitare che la categoria scoppi. Io non voglio far vincere il virus anche dal punto di vista di decidere a tavolino i verdetti, ma devo tenere assieme umori diversi, sia quelli di chi vorrebbe chiuderla qui per contenere i costi sia di chi vorrebbe chiudere regolarmente il campionato, e non è semplice. La crisi economica è come il virus, serve fare grandi sacrifici se si vuole uscire da questa situazione. Ad oggi possiamo solo aspettare di vedere se verranno realizzati gli interventi necessari a salvare la 60 società di questa categoria.

Si potrebbe fare una cosa simile a quella fatta in Germania, dove il 2% degli introiti delle Leghe maggiori verrà destinato alle serie minori, in particolar modo alla Zweite Liga?
Io sarei pienamente d’accordo, come ti ho detto prima a riguardo della proposta di Galliani. Cercheremo di lavorare in questa direzione, la missione della Lega Pro è la formazione dei giovani calciatori per le serie superiori, ma ci servono sia strutture che staff adeguati, e per averli servono fondi. Noi dobbiamo lavorare dall’altro lato della barricata, riducendo i costi, ma serve una collaborazione anche dall’altra parte. Si può ragionare sulle percentuali, ma sicuramente ci serve un po’ di benzina per aiutarci a ripartire.

Il fatto che alcuni presidenti abbiano chiesto di chiudere qui per risparmiare soldi e non pagare gli stipendi quanto può incidere sui rapporti con i calciatori stessi?
Il mio compito è portare tutti e 60 dall’altra parte del burrone, del resto non mi interessa nulla. Il mio messaggio a calciatori e presidenti è che tutti devono sopportare un po’ di sacrifici in questo momento. Per farti capire come sta la situazione, quando si è cominciato a parlare di cassa integrazione è stata fatta una partita contro: si diceva fosse una cosa da operai, non da calciatori. Oggi invece mi dicono che i soldi per rispettare gli obblighi non ce li hanno, e capiscono che gli ammortizzatori sociali sono vitali per la situazione economica dei calciatori.

Si può pensare a una riforma dei campionati con una Serie C Elite a 20 squadre e una Serie C semiprofessionistica a 40 squadre un gradino sotto?
Il mio obiettivo è evitare che questa cosa avvenga per selezione naturale, io voglio che una proposta di questo tipo la discutano tutti e 60 i club, non che si arrivi a questo risultato perché i club vengano fatti fuori dalla crisi economica. Il calcio è un hobby, i presidenti sono mecenati che investono per dare qualcosa alla propria terra, nel momento in cui le imprese vanno in crisi possono chiaramente ritirare il proprio sostegno economico per salvaguardare i loro interessi primari, e io devo evitare che si arrivi a questo punto di non ritorno.

A riguardo della stagione 2020/2021 invece cosa ci può dire?
Le fideiussioni attuali possono essere restituite, stiamo cercando il sistema per farlo perché non è semplicissimo. Per l’anno prossimo invece è un altro paio di maniche: si può pensare a delle misure alternative alle fideiussioni per garantire il rispetto delle regole, come non pagare i contributi a chi non paga gli stipendi. Serve rafforzare i controlli per poter liberare quei 36 milioni di fideiussione, ma in questo momento come fanno le aziende a coprire le dovute garanzie con gli istituti bancari? Dobbiamo creare un fondo di garanzia comune per tutta la Lega, è l’unica soluzione. Un po’ di soluzioni ce le dobbiamo inventare noi se vogliamo sopravvivere.

Con Balata e Sibilia, presidenti di Lega di B e di D, state collaborando?
Una governance saggia dovrebbe fare una discussione collaborativa trasversale tra le varie categorie. Presenteremo tutte le soluzioni possibili a questo problema dei verdetti sportivi a tempo debito, ma ora serve avere rispetto del dolore e delle difficoltà dei nostri presidenti e lavorare su altre priorità.

Meglio chiudere il campionato in Autunno a porte aperte o in Estate a porte chiuse?
Io ho resistito fino all’ultimo secondo possibile per evitare di giocare a porte chiuse, ma ad oggi non si sa come evolverà questa situazione, sarà dura tornare allo Stadio finché non ci sarà il vaccino. Per questo motivo nel 2020/2021 avremo dei danni incalcolabili, fino a Novembre (nella migliore delle ipotesi) potremmo essere obbligati alle porte chiuse, e se anche avessimo le porte aperte come si farà a convincere la gente a tornarci, con la paura di prendere il virus? Finché non ci sarà il vaccino il problema sarà questo.