Come si esce da una situazione caotica e confusa, in cui non c’è una norma chiara che stabilisca cosa si deve fare se i campionati non riprenderanno? Si crea, all’interno del decreto legge “Rilancio” che il Governo sta definendo, un articolo (il 211 quater) che stabilisce che la Federazione in caso di contenziosi abbia un potere straordinariamente più forte rispetto al recente passato. Ma perché si è arrivati a questo provvedimento che rappresenta una svolta epocale, una norma mai adottata prima nella storia dello sport italiano? Perché il caos che si creerebbe se i campionati professionistici non potessero essere conclusi sul campo sarebbe sicuramente ingestibile, con ricorsi su ricorsi promossi dalle società che si ritenessero penalizzate dalla decisioni prese dalla Federazione. Un contesto che, verosimilmente, porterebbe al blocco del via della prossima stagione. Questo perché, come abbiamo spiegato più volte (a conferma che parlavamo con cognizione di causa), una norma che stabilisce come procedere se i campionati non venissero conclusi non c’è, e se ci sarà la necessità di determinare promozioni e retrocessioni “a tavolino” c’è l’esigenza di costruire regole nuove “ad hoc” e poco importa se avranno effetto retroattivo. Per uscire da questo impasse il Governo concederà alla Federcalcio nuovi poteri decisionali che permetteranno, se sarà necessario, di definire le classifiche dei campionati professionistici, ma anche modificare i format tanto che è subito tornata in auge anche la soluzione, che sarebbe clamorosa, di una serie B a due gironi da 20 squadre. Il tutto giustificato con l’eccezionale situazione venutasi a creare a causa della pandemia legata al Covd-19, in un contesto in cui la FIGC potrà decidere l’annullamento, oppure la prosecuzione e la conclusione dei campionati, ma anche la definizione delle classifiche finali per la stagione sportiva 2019-2020 nonché i conseguenti provvedimenti relativi all’organizzazione, alla composizione e alle modalità di svolgimento delle competizioni e dei campionati per la successiva stagione sportiva 2020-2021. Tradotto in poche e comprensibili parole, significa che la FIGC avrà il potere di decidere i criteri per stilare le classifiche dei campionati e lo potrà fare proprio grazie all’articolo 211 quater del decreto legge che il Governo sta per emanare.

Qualcuno giustamente si chiederà, e i ricorsi? Anche in questo caso verranno applicate modifiche importanti che accorceranno le tempistiche per arrivare ai verdetti, con l’eliminazione dei passaggi alla Giustizia Federale, fissando come primo grado il giudizio del Collegio di Garanzia del Coni. La sentenza sarà appellabile entro sette giorni, ma saranno eliminati i passaggi al Tribunale Federale e alla Corte d’Appello Federale, saltando direttamente al Tar del Lazio e in ultimo grado al Consiglio di Stato. Se, come tutto lascia supporre, il decreto legge verrà approvato e verrà poi convertito (entro 60 giorni) in legge dal Parlamento, la Federazione di fatto potrà decidere “a tavolino” la sorte dei campionati indicando promozioni e retrocessioni e, grazie a questo nuovo decreto, ricorrere con successo sarà quasi impossibile.

Cosa cambia per le sorti della squadra biancorossa? Secondo la nostra opinione è un passo chiave, fondamentale, perché consente alla Federazione di decidere, avendo acquisito poteri fortissimi e quasi inappellabili, le sorti dei campionati. E qualora questo si concretizzasse, la differenza sostanziale rispetto a giorni fa è che adesso c’è una legge che legittima la FIGC a decidere. Una decisione netta, importante, dopo le tante chiacchiere dei giorni scorsi. Un intervento governativo che appariva necessario ed inevitabile perché, come abbiamo ampiamente spiegato negli articoli precedenti, in caso contrario le variabili, le ipotesi, i ricorsi e chi più ne ha più ne metta, avrebbero generato il caos. Adesso c’è la norma che consente alla FIGC di determinare le classifiche se i campionati non verranno conclusi sul campo, decisione che la Lega Pro ha già preso. In alternativa riteniamo che una ripresa dell’attività agonistica della serie C (anche se ad oggi ci pare altamente improbabile) potrebbe riguardare solo i play off e i play out, confermando di conseguenza la promozione diretta delle prime dei tre gironi. Per chiudere, alla solita domanda – il L.R. Vicenza in serie B? – rispondiamo che probabilmente le tempistiche per arrivare all’ufficialità resteranno lunghe, ma senza dubbio adesso la promozione (seppur a tavolino) è più vicina.