Chiudiamo oggi il nostro itinerario che ha esaminato la stagione biancorossa. Dopo aver valutato la rosa biancorossa per reparti (portieri, difesensori, centrocampisti e attaccanti) andiamo a terminare la nostra disamina con Di Carlo, il suo staff tecnico e medico, e i tifosi. Alla società verrà dedicato uno spazio apposito nei prossimi giorni.

Mimmo Di Carlo (con staff tecnico e medico): 9.5 – Mimmo Di Carlo è stato senza dubbio il grande protagonista di questa annata. E’ tornato a Vicenza consapevole che da lui ci si aspettava la promozione in serie B, cosciente degli onori e degli oneri che tutto questo avrebbe comportato. Compito difficile perchè nel calcio vincere non è mai facile e perchè la scorsa stagione aveva lasciato un gruppo che dal punto di vista tecnico, qualitativo e di personalità aveva valori abbastanza lontani da quelli necessari per poter puntare a vincere un campionato. Non a caso, insieme al direttore sportivo Giuseppe Magalini, ha lavorato per modificare in larga parte l’organico chiedendo giocatori dotati di buone doti tecniche, ma soprattutto di esperienza e personalità, andando a colmare le lacune che più si erano evidenziate nella prima stagione dell’era della famiglia Rosso. Le scelte sono state quasi tutte azzeccate, ma poi il buon Mimmo ha saputo lavorare con grande abilità sia nella costruzione tecnica della squadra che nella unione, compattezza e solidità del gruppo. Inoltre è riuscito a portare positività in un ambiente che veniva da quindici anni orribili, e che di conseguenza aveva bisogno di poter tornare a credere di sostenere una squadra vincente. La simbiosi nata tra la tifoseria e la squadra è scaturita senza dubbio dalle prestazioni e dai risultati del campo, ma Di Carlo aveva già seminato molto bene in estate. Un lavoro che ha portato alla (quasi) vittoria del campionato, ma se tutto è andato bene lo si deve anche alla fondamentale collaborazione del suo staff tecnico che comprende il secondo Claudio Valigi, i preparatori atletici Lorenzo Riela, e Alessandro Dal Monte, l’allenatore dei portieri Marco Zuccher, e il collaboratore tecnico Martino Sofia. Nomi che magari si sono letti e sentiti poche volte ma il cui lavoro è stato straordinariamente importante. Così come è stata, numeri alla mano, da elogiare l’attività medica svolta da un team che dietro alle quinte ha giornalmente lavorato per diagnosticare correttamente gli infortuni e recuperarli nel più breve tempo possibile. Un grande plauso va ai fisioterapisti Felice Zuin e Giacomo Toniolo, ai medici sociali Diego Ave e Nicola Bizzotto, coadiuvati e diretti dal responsabile sanitario Giovanni Ragazzi. Per ultimo, sperando di non aver dimenticato nessuno (ci scusiamo con l’infermiere del 118 Massimo Toniolo componente dello staff medico che non avevamo citato), abbiamo tenuto il team manager Andrea Basso, il cui lavoro al fianco del gruppo di Di Carlo è stato sempre cortese e collaborativo.   

Giuseppe Magalini: 8,5 – Nella costruzione dell’organico, modificato in larga parte rispetto allo scorso anno ha puntato con decisione a colmare le lacune che la squadra aveva evidenziato nella stagione precedente. Ha messo in campo la sua conoscenza della categoria, l’esperienza e la competenza raggiunta in tanti anni di lavoro in cui, a conferma che nel calcio vincere non è mai facile, non tutte le ciambelle gli sono riuscite con il buco. Tra i giocatori portati a Vicenza il solo Emmanuello ha deluso totalmente le aspettative e non si è mai calato nella realtà biancorossa, e anche da Scoppa ci si aspettava obiettivamente di più. Ma il suo lavoro e l’intesa con Di Carlo sono stati determinanti per costruire un gruppo vincente che, senza essere stravolto e con gli adeguati rinforzi, potrà fare bene anche in serie B.

Tifoseria: 10 (e lode)

Quando una stagione è vincente le componenti che contribuiscono in maniera fondamentale sono essenziamente tre: la squadra, comprensiva del tecnico e dei suoi collaboratori, la società (a cui dedicheremo uno spazio apposito nei prossimi giorni) e il pubblico. Che dire della tifoseria biancorossa? La prima cosa che ci viene in mente è che loro ci sono sempre stati, ci sono e ci sarano sempre. La gente biancorossa rappresenta il cuore pulsante di questi colori, un valore inestimabile che non è stato scalfito nemmeno dagli ultimi quindici anni di disastrosa gestione nell’era targata Cassingena & Sisa. Eppure, chi sostenendo a priori, chi contestando affinchè le cose cambiassero, la storia ci dice che i tifosi ci sono sempre stati ovunque giocasse la loro squadra del cuore. La speranza è che dopo annui bui, tristissimi, si stia per aprire finalmente un nuovo ciclo positivo. L’ultimo campionato vinto sul campo risale addirittura alla stagione 1999/2000  con Edy Reja in panchina e grazie ai vari Comandini, Zauli, Bucchi, Bernardini, Luiso & compagnia. In questo vuoto, nella turpe mediocrità di questi quasi vent’anni nefasti, c’è stato il rischio di perdere una generazione di supporters vicentini, quei giovani che non hanno mai visto vincere i colori biancorossi. Ma come accaduto a quasi tutti noi, i nonni, i papà di fede biancorossa hanno proseguito la tradizione di portare i loro nipoti e i loro figli al “Menti” e quando sei là dentro scatta una magia che ti scalda il cuore e che ti fa innamorare di quelle mura gloriose e di quella maglia. Noi che abbiamo avuto la fortuna di ammirare e di vivere le emozioni del Real Vicenza allenato dal mitico G.B. Fabbri, il magico Vicenza guidato dall’indimenticabile Bruno Giorgi, e la fantastica cavalcata partita da un passo dalla serie C2 fino alla semifinale di Coppa delle Coppe dello straordinario Vicenza del Presidente Pieraldo Dalle Carbonare, non possiamo che augurare a tutti i tifosi, ma soprattutto ai più giovani, di poter rivivere quelle indimenticabili emozioni.