Il Consiglio Federale del 20 maggio scorso ha gettato le basi per la ripartenza del calcio professionistico italiano a più di due mesi dallo stop a causa dell’emergenza sanitaria. Tra diverse (inevitabili) polemiche si attende il 28 maggio, data in cui il Governo italiano rappresentato dal Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora incontrerà la Federazione in un confronto in cui tutto lascia pensare che verrà decisa la data della ripartenza del campionato di serie A, che sarà quasi sicuramente il 20 giugno. Possibile che anche il torneo cadetto riparta nello stesso week end, mentre più nebulosa è la situazione in Lega Pro nonostante il Consiglio Federale abbia dato indicazioni a tutte le serie professionistiche di concludere i rispettivi campionati sul campo.

Naturale quindi che la FIGC abbia pronte delle soluzioni alternative alla conclusione regolare della stagione, anche perché pare obiettivamente complicato riuscire a giocare la regular season più i play off entro il 20 agosto. Precisato questo, sul tavolo del presidente Gabriele Gravina ci sono tre soluzioni per terminare la stagione, strade che verranno valutate nel prossimo Consiglio Federale in programma il 3 giugno, e che avranno la precedenza sul congelamento delle classifiche attuali dei gironi (quarta possibilità) con conseguenti decisioni che inevitabilmente dovranno essere prese “a tavolino”. La prima prevede la conclusione della stagione regolare, con play off accorciati a cui parteciperebbero le seconde classificate dei gironi e la vincente della Coppa Italia (una tra JuventusB e Ternana). Una decisione che accorcerebbe di molto i tempi dei play off e che consentirebbe di arrivare a verdetti sul campo (le tre prime promosse direttamente e la quarta dai play off) entro il termine previsto del 20 agosto. La seconda opzione prevede che si giochino solo i play off, nei quali entrerebbero anche le prime classificate dei gironi (Monza, L.R. Vicenza e Reggina) alle quali verrebbe comunque riservato un ingresso direttamente alle semifinali dei quattro gironi ad eliminazione diretta di appartenza, e questo grazie ai meriti sportivi guadagnati sul campo nei due terzi di stagione disputata (a riguardo ricordiamo che la FIGC potrà avere potere assoluto di decisione concesso dal Governo). Ma in questo contesto, sorge un problema. Nel regolamento attuale c’è un preciso criterio per determinare gli accoppiamenti nella fase iniziali dei play off, principio che sarebbe però di difficile attuazione visto che non tutte le squadre hanno giocato lo stesso numero di partite e si dovrebbe prima di tutto disputare la finale di Coppa Italia che consentirebbe alla vincitrice di accedere direttamente ai quarti. Problematiche che si dovranno affrontare anche se il Consiglio Federale scegliesse la terza via (quella che ad oggi sembra la più probabile), e decidesse di decretare la promozione “a tavolino” delle attuali prime dei tre gironi, con lo svolgimento dei play off regolari che porterebbe alla quarta promossa tramite i risultati del campo. Tre soluzioni che avranno la precedenza sul congelamento delle classifiche attuali (quarta ipotesi) e su conseguenti decisioni “a tavolino” che verranno attuate solo se verrà constatata l’impossibilità di proseguire i campionati sul campo. Qualora si arrivasse ad una decisione “a tavolino” è bene precisare che la promozione in serie B dei biancorossi guidati da Mimmo Di Carlo sarebbe molto probabile ma non assolutamente certa perchè l’ultima parola spetterà sempre alla FIGC. Al riguardo, i contrari allo stop dei campionati, chiedono come sia possibile dichiarare l’impossibilità di portare a termine la stagione a luglio e agosto, ed invece sia concepibile ripartire a settembre con la nuova annata 2020/2021. Obiezione a cui è oggettivamente difficile ribattere, visto che già in questi giorni il rischio di contagio del virus Covid-19 è decisamente calato e, secondo quanto dichiarano gli esperti, l’epidemia è sotto controllo. Alle tante domande che ci arrivano dai tifosi biancorossi su quale sia la nostra idea, rispondiamo che il nostro “credo sportivo” è quello che i verdetti debbano arrivare dal campo. La nostra speranza è che questo possa accadere, perché significherebbe che la situazione sanitaria, già oggi in netto miglioramento, è ulteriormente progredita, e perché consentirebbe alla gente biancorossa di festeggiare una promozione vera, sul campo, che manca da vent’anni. Un successo che andrebbe a premiare la squadra più forte del campionato (cosa che sosteniamo da settembre) e che andrebbe a zittire le tifoserie rivali già pronte a schernire e a denigrare una eventuale promozione “a tavolino”.