La Serie A e la B ripartono. In meno di un’ora di summit tra il Governo rappresentato dal Ministro Vincenzo Spadafora e i vertici del calcio, sono state definite le date indicate in cui ripartiranno i campionati di serie A e serie B. Superate anche le perplessità relative al presunto positivo (poi risultato negativo ai test) tra i membri del Bologna, e dopo l’ok arrivato dal Comitato Tecnico Scientifico al protocollo della presentato dalla Figc, si è arrivati rapidamente all’intesa che consentirà la ripartenza del calcio. Le incertezze su cosa accadrà se si riscontrassero nuovi casi positivi restano, così come non è ancora stato definito con che intese giocheranno fino ad agosto i calciatori a cui scadrà il contratto il prossimo 30 giugno. Un accordo in questo senso si troverà, e nel caso il calcio dovesse fermarsi la FIGC ha pronto il piano B (play off e play out) e l’opzione C che in caso di blocco totale prevede il congelamento delle classifiche (che saranno ritenute finali) al momento del nuovo stop.

La ripartenza della serie B è una buona notizia per il club berico, ma quello che interessa ai tifosi biancorossi è cosa deciderà la FIGC per la Lega Pro? Chi ci ha seguito in questi due mesi sa bene come avessimo sempre invitato ad avere pazienza e cautela perché la strada per arrivare alle decisioni non sarebbe stata breve. Dopo aver incassato una bocciatura totale dalla FIGC nel Consiglio Federale del 20 maggio scorso, in serie C le società hanno tenuto una linea che di fatto ha portato acqua ognuna al proprio mulino. Chi ha interessi a giocare ha spinto per farlo, le altre società (che rappresentano la maggioranza) hanno continuano a sostenere che in serie C non ci sono i presupposti per riprendere il campionato. Le ipotesi su come chiudere la stagione si sono sprecate, e la decisione del Consiglio Federale del 20 maggio scorso di ripartire e concludere la stagione con i verdetti del campo è parsa fin da subito debole e incerta. Al momento la ripresa e la conclusione della stagione regolare è considerata l’ipotesi meno probabile, quasi da escludere, mentre resta in  piedi la possibilità di giocare i play off e i play out. Per quanto riguarda le promozioni, l’Assemblea di Lega Pro aveva proposto la salita diretta in serie B delle attuali capoliste dei gironi (Monza, L.R. Vicenza e Reggina), ipotesi che la FIGC sta valutando e che, facendo due conti, al momento sembra quella più probabile per il semplice fatto che pare poter creare i problemi minori anche se, soprattutto se si guarda al girone in cui giocano i biancorossi di Mimmo Di Carlo, le inseguitrici Carpi e Reggiana sostengono che ai play off dovrebbero parteciparvi anche le prime tre classificate  (chissà come saranno contenti oltre che a Vicenza, anche a Monza e a Reggio Calabria).

In un contesto caotico in cui c’è la necessità di mettere ordine e comporre le diverse posizioni, è compito della FIGC intervenire e grazie all’articolo 211 quater inserito dal Governo nel Decreto Rilancio la Federazione ha ampio margine di manovra, nel senso che potrà decidere in che modo dovranno concludersi i campionati ed eventualmente anche decidere modifiche nei format. Definita la ripartenza della serie A e del torneo cadetto, adesso è il tempo di decidere anche per quanto riguarda la Lega Pro e di conseguenza della squadra biancorossa. Si è parlato nei giorni scorsi di una decisione che sarebbe potuta arrivare il 3 giugno, possibile che l’appuntamento possa slittare di un paio di giorni. Ma adesso, pure noi che abbiamo predicato sempre di aver pazienza, riteniamo sia giusto non rimandare oltre per rispetto delle società, e soprattutto dei loro tifosi. Una linea che Massimo Taibi, direttore sportivo della Reggina (che si trova nella stessa posizione del club biancorosso), ha sottolineato con fermezza, chiedendo che adesso si faccia chiarezza. “Abbiamo fatto un campionato strepitoso che ci lascia evidenti meriti per l’eventuale promozione – ha spiegato il dirigente della Reggina – ad ogni modo noi siamo pronti a qualsiasi evenienza. La serie B se non la prendiamo d’ufficio, ce la prendiamo sul campo. La cosa importante adesso è sapere il da farsi “. Parole chiare e condivisibili, la FIGC ora decida cosa ne sarà della Lega Pro.