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Con il “rompete le righe” decretato nei giorni scorsi, la stagione biancorossa è conclusa. Si è trattato di un’annata decisamente particolare che per due terzi del campionato ha visto la truppa di Mimmo Di Carlo primeggiare nel girone di competenza. Una volata interrotta dal virus Covid-19 che ha costretto alla sospensione dei campionati con la Lega Pro che non è stata in grado di ripartire se non per disputare play off e play out. La promozione in serie B è arrivata “a tavolino” dal Consiglio Federale della FIGC, una decisione che ha premiato quella che già a settembre dello scorso anno avevamo indicato come la squadra più forte del girone B. E’ mancata purtroppo la parte più bella, la fase finale del campionato con l’obiettivo che giornata dopo giornata è sempre più vicino, e soprattutto la festa finale dell’ultima giornata e di seguito quella che sarebbe stata organizzata in Piazza dei Signori.

Quella che va agli archivi è stata una stagione del tutto particolare che ha però portato alla conquista delle serie B. Una categoria che Il club berico comincerà a preparare dal prossimo 15 luglio quando ci sarà la convocazione dei calciatori per le consuete visite mediche e inizierà il ritiro estivo in montagna che, da quanto trapela da via Schio, non è scontato si terrà come lo scorso anno ad Asiago. Ma più importante sarà la costruzione della nuova rosa che affronterà la serie B con la base del gruppo che ha vinto in serie C che sarà confermato. Tra i pali, dopo aver allungato il contratto a Grandi, si sta cercando un portiere esperto che affiancherà il titolare dello scorso campionato visto che Albertazzi sarà lasciato libero di accasarsi altrove. In difesa sono confermati Padella, Cappelletti, Bizzotto e Pasini (nel ruolo di centrale), e Bruscagin e Barlocco. Non ci sarà rinnovo per Davide Bianchi e probabilmente neppure per Liviero e questo anche a causa del regolamento che in serie B prevede la presenza in lista di massimo 18 calciatori over 23. Per questo nel ruolo di terzini molto probabilmente si andrà a cercare due elementi (un destro e un mancino) di cui almeno uno sia nato dopo l’1 gennaio 1997. Tanti i nomi circolati finora ma in questo momento c’è da tener presente che è complicato trattare con le società ancora in attività in quello che sarà un mercato molto diverso dal passato e non solo per il periodo ufficiale delle trattative che inizieranno l’1 settembre per concludersi il 5 ottobre. A centrocampo sono definite le posizioni di Rigoni, Cinelli, Pontisso e Zonta, e sono certe anche le conferme degli esterni Vandeputte e Nalini. L’attacco è senza dubbio il reparto che cambierà di più considerato che Saraniti tornerà al Lecce per fine prestito, e Tronco ed Arma non faranno parte del nuovo L.R. Vicenza. Tra gli attaccanti dovrebbe restare Marotta che però ha un buon mercato in Lega Pro e una sua cessione non è da escludere a priori soprattutto se capitasse una opportunità che accontentasse giocatore e società. Più incerto è il futuro di Guerra che, grazie alla clausola di rinnovo automatico in caso di promozione in serie B presente nel suo contratto, ha visto allungare l’intesa con il club berico fino al 30 giugno 2021. La posizione di Guerra, che ha parecchi estimatori in serie C, è sotto osservazione da parte della dirigenza berica che potrebbe decidere di cedere l’attaccante piacentino e sostituirlo con un under 23 anche in considerazione del fatto che il progetto tecnico prevede l’acquisto di almeno due nuovi attaccanti per rinforzare il reparto. Resta Giacomelli che, dipendesse da lui, da Vicenza non se ne andrebbe mai ma se si è arrivati quasi a fine giugno senza che le parti abbiano trovato un’intesa è facile intuire che qualche problema c’è. E probabilmente non si tratta solo di un aspetto contrattuale (di quantum e di durata), ma anche di una questione tecnica. Di Carlo infatti potrebbe anche voler tornare a giocare con il 4-3-1-2 e con questo modulo la presenza in rosa di un trequartista di ruolo sarebbe necessaria. Dalla sua Giacomelli potrebbe avere lo stato di “giocatore bandiera” ma è chiaro che un matrimonio si fa in due ed entrambe le parti devono essere convinte e soddisfatte. Da parte nostra se Giacomelli lasciasse Vicenza lo ringrazieremo per quello che ha dato, per l’attaccamento ai colori che ha sempre dimostrato e per aver contribuito in maniera decisiva ad evitare l’onta di una retrocessione in serie D sul campo. Otto stagioni intense, alcune bellissime (l’anno in cui si è sfiorata la serie A) altre meno, ma non certo per colpa (solo) sua. Magari non ha convinto tutti, ma Jack è (stata) l’ultima bandiera del Lane e questo nessuno lo può negare.

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Articolo scritto dalla Redazione di Biancorossi.net