“La nostra idea è di emulare il percorso dell’Atalanta, convinti di riuscirci con le nostre idee e le nostre forze”. Parole e pensieri di Renzo Rosso, confidati a La Gazzetta dello Sport: “Duellare con Barcellona o Psg? È un grande sogno, ci vorrà tempo, ma possiamo arrivarci. Noi pensiamo a costruire piano piano con il coinvolgimento della città. Io entro fortemente nella scelta di chi deve guidare e gestire la società e ho messo insieme un pool di soci che nessuno credo abbia mai avuto in Italia. Sogno una intera città socia del Vicenza”.

La serie B: “Hanno riconosciuto e certificato il nostro successo, anche se è stato un dispiacere non aver potuto festeggiare coi nostri tifosi. Ma non ci fermiamo. Siamo ripartiti subito per raggiungere una posizione importante anche in B. Io che vengo dal marketing penso di poter portare idee inedite e incredibilmente innovative per lo sviluppo di questo sport e del club. Ne ho qualcuna nel cassetto da sparare”.

I rinnovi: “La stragrande maggioranza dei giocatori sono stati confermati durante il lockdown e intorno a loro costruiamo il Vicenza per la B. E poi sono fiero della firma del primo contratto da professionista di un giovane talento della nostra cantera, Tommaso Mancini, che volevano in tanti in Italia, ma pure Liverpool, Chelsea fino alle due di Manchester. Ci ha dato una bella mano a convincerlo Pablito Rossi, ci dà sempre consigli utili. Vogliamo tornare al livello di quel Vicenza in uno stadio adeguato, molto più capiente e rinnovato, con una società stabile e un’organizzazione moderna”.

Vicenza e Milan: “Da piccolo mi sono innamorato del Milan e lo sarò sempre. Anche se ora il mio cuore batte per il Vicenza. In queste ultime settimane mi sono divertito molto a veder giocare i rossoneri. Una squadra unita e forte grazie pure a Pioli”.

Il mecenatismo nel calcio: “Penso che ci siano persone, grandi imprenditori, che possano far bene allo sport, ma credo che i club abbiano bisogno di una figura di riferimento, di una presenza. Per funzionare il calcio non ha bisogno solo di soldi ma dell’anima. Vedo presidenti, o proprietà, molto assenti in Italia e all’estero, lasciano gestire agli altri, ma non è la stessa cosa. Io ci sono e voglio esserci”.