Nella conferenza stampa pre Spal-L.R. Vicenza, il mister estense Pasquale Marino ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

Rispetto alla partita di Empoli, prevede diversi cambiamenti?
“Sicuramente qualcosa cambieremo, anche perché rispetto all’ultima partita qualche indisponibile lo recuperiamo. Mi riferisco a Dickmann, che era out per squalifica, ma purtroppo ci sono diversi infortuni e quindi sicuramente qualcosa dobbiamo cambiare. Dove si può cercheremo di alternare perché è la terza partita in 7 giorni e, senza l’organico al completo, è difficile gestire le energie.”

Come ha affrontato con la squadra il tema del calo di concentrazione negli ultimi minuti di gioco e che soluzioni ha intenzione di apportare per evitare che succeda di nuovo?
“C’è stato un calo dovuto alla situazione di emergenza, alle tante assenze accumulatesi nel reparto avanzato e nelle corsie esterne. Siamo stati costretti a far giocare ragazzi come Sala, che è stato in isolamento, e Ranieri che non giocava 90 minuti da un po’, i due Esposito che erano reduci dalle esperienze con la Nazionale, credo sia dipeso da questo oltre che dall’ansia e dalla voglia di portare a casa il risultato pieno. Questa cosa ci frena un po’ e ci penalizza. Credo comunque che la situazione di emergenza dell’ultima partita, in cui abbiamo dovuto rinunciare a tanti giocatori importanti, abbia inciso parecchio.”

Viste le defezioni elencate, c’è l’intenzione di convocare qualche giocatore della Primavera?
“Sicuramente. Moro è tra i convocati, qualche altro ci sarà, ma sicuramente Moro sarà dei nostri visti i problemi numerici in attacco.”

Di Francesco è pronto per giocare dal primo minuto?
“È sicuramente un’arma in più, credo di sì ma non so quale sia la sua autonomia. Dobbiamo aumentare il minutaggio rispetto a quanto visto con l’Empoli, ma sicuramente è un giocatore che ci è mancato tanto fino ad ora.”

Quali sono le condizioni di D’Alessandro e Sala?
“D’Alessandro non è tra i convocati, Sala ha recuperato ma era troppo stanco perché non si è allenato per dieci giorni e ha pagato nel corso della partita. Non ha problemi fisici, quindi lo recuperiamo sicuramente.”

Ha avuto modo di confrontarsi con presidente e proprietà in queste prime quattro giornate?
“Tutti i giorni, fin dall’inizio della stagione.”

Che tipo di gara si aspetta dal Vicenza?
“Il Vicenza è una squadra piena di entusiasmo, è una matricola ma solo sulla carta perché leggendo l’organico ci si rende conto della qualità dello stesso, per cui sappiamo che hanno una buona organizzazione tattica quindi dobbiamo essere bravi a non scoprirci contro una squadra che è brava a ripartire e che sa anche velocizzare il gioco. Giocano sempre con due attaccanti e con due esterni come Dalmonte e Vandeputte che sono giocatori di grande qualità e molto veloci. Quando si chiudono bene sanno poi ripartire bene con questi esterni veloci.”

Come sta Floccari e quanto sarà lungo il suo percorso di recupero?
“Sicuramente sta migliorando ma non abbiamo un’indicazione precisa di quando sarà nuovamente a disposizione.”

Quanto sta incidendo la carenza di elementi di peso in attacco? C’è un analogo problema anche a centrocampo?
“A centrocampo credo che gli interpreti che ci sono si possono completare bene, non abbiamo mai sofferto più di tanto in questo reparto, chiaramente da un punto di vista numerico senza una punta centrale di ruolo la situazione è pesante. I problemi maggiori stanno in attacco, dove non abbiamo mai avuto Floccari e Di Francesco, adesso mancano anche Paloschi che Strefezza che avevano fatto bene, sicuramente qualche difficoltà c’è ma dobbiamo sopperire a questo con altre armi, la squadra ha voglia di svoltare e serve sicuramente una vittoria per cercare di sbloccarsi mentalmente, per mettere in gioco la qualità dei singoli che messa al servizio della squadra ci può permettere di fare partite importanti.”

Le tante assenze le hanno fatto pensare di cambiare modulo di gioco?
“In questo momento è un’opzione, il problema maggiore è che c’è poco tempo per lavorare tra una partita e l’altra. Non volendo creare ulteriore confusione e difficoltà alla squadra, ho deciso che fosse meglio continuare sulla strada tracciata fino ad ora, difesa a 3, centrocampo a 4 e davanti un tridente con caratteristiche variabili, a seconda della partita.”

Ritiene, dall’alto della sua esperienza, che certe difficoltà psicologiche possano essere dovute alla retrocessione dello scorso anno?
“In genere può capitare, a me personalmente è già successo quando allenavo il Frosinone e certamente prima di rimetterci in carreggiata abbiamo perso un po’ di tempo. Nelle prime sette partite ne avevamo perse tre. A parte quello, le prestazioni con una certa continuità non arrivavano. Ad ogni modo noi non dobbiamo pensare più a niente, prima si parlava del fatto della retrocessione, poi c’era il mercato in mezzo, la preparazione più corta degli altri anni, ci sono tanti motivi per cui qualche problema psicologico c’è stato, però già da un po’ di tempo che si è chiuso il mercato, quindi ormai con la testa dobbiamo essere concentrati sul presente. Queste dinamiche appartengono al passato, abbiamo fatto due partite dopo la chiusura del mercato, la migliore delle quali col Pordenone, però anche con l’Empoli al netto di qualche disattenzione abbiamo fatto bene contro una squadra forte, candidata alla promozione diretta. Il fatto di averla affrontata e di essere rimasti in partita fino alla fine pur avendo tante defezioni importanti, di giocatori impiegati più spesso degli altri, ci permette di vedere il bicchiere mezzo pieno. Dobbiamo comunque migliorare per evitare di commettere quelle disattenzioni che ci castigano oltre modo.”

L’opinione pubblica valuta questa Spal come una squadra priva di leadership tecnica e morale, lei come valuta la situazione?
“Dobbiamo crescere in tutto, in campo dobbiamo cercare di aiutarci. Se c’è o meno la leadership poco importa, contano il gruppo e la voglia di superare momenti di difficoltà.”