Il pareggio raccolto sul campo di Cosenza ha permesso al L.R. Vicenza di allungare sulla zona playout. Sabato al “Menti” i biancorossi avranno la possibilità di aggiungere un mattoncino fondamentale alla costruzione della salvezza, battendo il Pescara attualmente relegato al penultimo posto della graduatoria. Per conoscere meglio la squadra abbruzese abbiamo rivolto alcune domande al collega Luciano Rapa, direttore editoriale di PescaraSport24.


Quali sono i punti di forza e le criticità del Pescara finora evidenziati in questa stagione?
E’ davvero difficile trovare dei punti di forza in una squadra che ha vinto appena 5 gare in 29 tentativi e che da un anno, sommando la parte finale della scorsa stagione a quella attuale, è in una spirale negativa senza soluzione di continuità. Mi limito allora a evidenziare la ritrovata vis pugnandi del gruppo dall’arrivo di Grassadonia, anche se dopo la tremenda mazzata dell’infrasettimanale andrà verificata la tenuta mentale della squadra e la capacità di reazione. Conseguentemente, sono tante le criticità. La principale riguarda la vena realizzativa: i biancazzurri sono il peggior attacco della B e hanno difficoltà a costruire palle gol degne di questo nome. Anche qui con Grassadonia le cose sono un po’ migliorate, ma non ancora in modo decisivo a far invertire la rotta.

Quanto e come è cambiato l Pescara dopo il mercato di gennaio?
Come di consueto, a Pescara il mercato di gennaio è stato un via vai con la maggioranza delle operazioni concluse nel rush finale. Dei nuovi arrivati, discreto l’apporto di Odgaard, abbastanza buono quello di Dessena. Sorensen al momento ha inciso in negativo, Machin non ancora si è calato nella realtà, su Rigoni, Tabanelli e Giannetti il giudizio non può che essere sospeso dati i pochi minuti giocati.

Tre allenatori finora per i Pescara non sono bastati a cambiare le sorti della squadra. Cosa non funziona?
La stagione è partita male ed ha compromesso tutto, a partire dalla scelta del primo allenatore, Oddo, che proprio nel playout col Pescara aveva perso la categoria col suo Perugia. 4 punti in nove gare sono uno score che ha penalizzato una squadra puntellata poco e male in estate. Breda aveva avuto buone risposte iniziali, poi anche con lui l’involuzione è stata acclarata da prestazioni e rendimento da retrocessione. L’arrivo di Grassadonia ha riportato ordine e compattezza, ma il ko con l’Ascoli nel recupero può compromettere una già difficoltosa risalita.

Con che morale arriva il Pescara alla sfida con il L.R.Vicenza?
Il morale è abbastanza sotto i tacchi dopo l’infrasettimanale. La sconfitta interna nello scontro diretto con l’Ascoli è stata una botta tremenda. La squadra è comunque sembrata viva, crede alla salvezza ma bisogna iniziare a correre. La gara del Menti sarà fondamentale: si dovrà capire la reazione psicologica di un gruppo che in passato non ha mai dato vera dimostrazione di saper reagire alle avversità.

Che tipo di partita sarà rispetto a quella giocata all’andata all’Adriatico?
Il Pescara ha necessità assoluta di fare 3 punti, ma non farà una gara scriteriata all’attacco. Non sarà una gara interpretata alla garibaldina, si cercherà di mantenere ordine, compattezza ed equilibrio per provare a capitalizzare le occasioni che si avranno. Il L.R. Vicenza giocherà in modo più spensierato, presumo, senza grossi assilli a penalizzare l’approccio al match e l’interpretazione in itinere dello stesso. Non mi aspetto una gara dal piano estetico memorabile, insomma, ma una sfida combattuta dove chi riuscirà a vincere i duelli individuali in mezzo e sulle corsie potrà avere la meglio.

Quali sono finora i giocatori  del Pescara che hanno avuto un rendimento migliore e quali quelli che invece stanno deludendo le attese?
Nella sciagurata stagione biancazzurra, Fiorillo e Masciangelo sono stati i più costanti per rendimento positivo. Busellato è una garanzia, buono l’impatto di Dessena. I giovani (Guth e Bellanova) alternano prestazioni discrete ad altre insufficienti, ma quelli che stanno mancando alla causa sono i senatori, da Valdifiori a Memushaj passando per Galano e Machin, che hanno avuto attenuanti di ordine fisico a minarne impiego e rendimento (come Ceter, partito bene e poi calato per una serie ravvicinata di piccoli problemi atletici).

Il Pescara può ancora puntare alla salvezza diretta o l’obiettivo più raggiungibile al momento sono i playout?
La distanza dalla salvezza diretta appare davvero proibitiva, servirebbe una serie di concomitanti crolli di tante, troppe squadre per provare a ottenere quello che oggi è da considerare un miracolo sportivo. I playout per l’aritmetica sono possibili, il gap non è ampio e le contendenti non corrono. Il Pescara però non solo deve fare un filotto di vittorie ma deve sperare in più passi falsi delle altre, non essendo artefice esclusivo del suo destino. Determinante, come già sottolineato, la reazione della squadra dopo l’infrasettimanale infausto e anche per questo la gara di Vicenza assume le fattezze della partita da non fallire.