Queste le parole del difensore biancorosso, intervistato oggi in conferenza stampa online, prima dell’ultima pausa di campionato che preluderà alla volta finale delle ultime otto partite della stagione regolare:

Che campionato hai ritrovato rispetto alla serie C?
E’ un campionato dove il livello delle squadre è alto, molto bello e stmolante. Si può perdere o vincere con chiunque, perché le partite sono tutte giocabili. Sicuramente rispetto all’anno scorso dove eravamo superiori alla media delle squadre, quest’anno, nonostante abbiamo sempre dimostrato di giocare alla pari, abbiamo visto che per vincere non basta la giocata del singolo ma serve fare una partita di squadra, concentrati e senza commettere errori per tutti i novanta minuti, altrimenti si paga dazio

Come hai visto la squadra nella partita con il Pescara?
“Nell’ultimo periodo stiamo dimostrando di essere in crescita e abbiamo acquisito una consapevolezza diversa di quelle che sono le nostre qualità e di come dobbiamo giocare lle partite per avere maggiore probabilità di vincere. Abbiamo capito che giocando in un determinato modo, pochi tocchi, palla a terra e gioco semplice, siamo veramente forti. Ci alleniamo ad altissima intensità e penso che questa sia la qualità migliore che mettiamo poi in campo. Spero che in queste ultmie otto partite riusciremo a migliorare ancora”

Alla luce di questa consapevolezza, i tifosi biancorossi possono sognare qualcosa in più della salvezza?
Credo che sognare non costi nulla e che dia le motivazioni in più nel fare le cose, aiutando a farle meglio, quindi prima ancora del tifoso dovremmo essere noi a sognare qualcosa in più della semplice salvezza… Ora siamo in una posizione che ci permette di prepararci alle partite in maniera più tranquilla. L’obbiettivo di fare qualcosa in più, rispetto alla salvaezza è visibile ma bisogna fare un grandissimo finale di stagione, sperando anche che qualcuna di quelle davanti faccia qualche passo falso però, visto che ci siamo, sogniamo ma restando con i piedi ben piantati per terra, perché le insidie sono sempre dietro l’angolo…

Hai giocato in vari ruoli finora, in quale ti senti più forte?
Mah …forse quello che sento più mio, la punta centrale, non l’ho ancora fatto… (ride). Scherzi a parte non saprei rispondere. Fino all’anno scorso preferivo i ruoli dinamici e dentro al gioco, nella scorsa stagione però mi sono trovato molto bene e utile alla squadra facendo il difensore centrale. Probabilmente è anche una questione di maturazione professionale e sono riuscito a trovare un buon equilibrio con me stesso facendo il difensore centrale e mi piace. Dall’altra parte non mi disipiace neanche qualche volta correre e poter partecipare alla fase offensiva, quindi il terzino lo faccio volentieri  e mi piace un pizzico di più…

In qualche frammento di partita Di Carlo ti ha provato anche come centrocampista centrale, davanti alla difesa…
“Si, è vero. In carriera ho fatto anche quello e devo dire che sono state anche le volte che mi sono divertito un po’ di più. E’ un ruolo che posso fare perché mi piace giocare la palla, e poi essendo di natura difensore posso essere utile se c’è da dare maggiore copertura in determinati momenti”

Il L.R.Vicenza ha dimostrato di essere una delle squadre che in questa serie B dà la sensazione di essere tatticamente tra le più complete nel modo di affrontare l’avversario di turno…
A parte alcune parttie di inizio stagione giocate con il 4-4-2, dove soffrivamo a centrocampo la superiorità numerica di molte squadre, da quando siamo passati a tre abbiamo trovato maggiore equilibrio. Al ie di là della preparazione dello staff tecnico e del mister, anche tra noi nello spogliatoio c’è molto confronto con i compagni per capire cosa ognuno deve fare per mettersi a disposizione della squadra al megio. Siamo arrivati a raggiungere la consapevolezza dei nostri mezzi, forse prorpio perché abbiamo capito che in qualsiasi modo scendiamo in campo se la mentalità e la predisposizione sono quelle giuste alla fine le giocate vengono perché la squadra ha valori tecnici. Siamo un grande gruppo e stiamo lavorando per diventare anche una grande squadra.

Che ricordi hai dei tuo trascorsi a Cittadella, visto che sarà il prossimo avversario da affrontare?
Ho un ricordo abbastanza positivo. Ho fatto due anni: uno terminato con la retrocessione, uno in cui siamo stati promossi in serie B. Mi sarei aspettato di rmanere invece purtroppo le strade si sono divise e sono dovuto ripartire dalla C. Vorrà dire che mi toccherà “vendicarmi” con un gol dell’ex…

Mesi fa appena uscito dal Covid, il mister ti fece subito giocare titolare ad Empoli. Cosa ricordi di quell’esperienza?
Ha cambiato il mio approccio alle partite. Sono sempre stato uno che anche se non è al cento per cento, scende in campo lo stesso senza grandi problemi ma non mi era mai capitato di scendere in campo dopo 21 giorni senza quasi allenarmi. Ora penso che se sono riuscito a farmi trovare pronto in quelle condizioni allora sicuramente, anche se la condizione fisica ha il suo peso, quando la testa sta bene puoi sempre arrivare ad obbiettivi importanti anche se non sei al meglio.

La sosta arriva in un buon momento o preferivate giocare?
Credo ci faccia bene riposare un attimo perché questa è una stagione abbastanza stressante dal punto di vista mentale. Abbiamo intervallato lunghi periodi di sosta a periodi con partite ogni tre giorni ed il tutto è stato abbastanza stressante. Ricaricare un po’ le pile credo ci aiuterà ad approcciare al meglio la parte finale di questo campionato.

Tornando al Cittadella, tu che hai vissuto una esperienza in quell’ambiente quale ritieni sia il loro valore aggiunto per arrivare sempre a fare stagioni importanti pur senza una rosa con grandi nomi?
La forza di questa società è quella di essere una realtà simile a quella di una famiglia. Il tifo è contenuto nel numero ma c’è molto entusiasmo, senza che ci siano grosse pressioni. Poi fa la sua parte anche l’allenatore che ho avuto modo di conoscere nel secondo anno in cui ho giocato a Cittadella. Si vede la mano di Venturato e quanto sia importante, nonostante quasi tutti gli anni cambino molti giocatori lui riesce sempre a farsi seguire nel migliore dei modi, supportato ovviamente dal diesse Marchetti.

Sia tu che Valentini vi siete presi a Vicenza una rivincita sul periodo di Padova. Cosa ha inciso nel vostro rendimento migliore?
Credo che per Valentini il problema siano state le scelte tecniche che lo hanno penalizzato. Però qui c’è un grande gruppo che lo ha accolto nel migliore dei modi e credo che il segreto probabilmente sia stato quello per entrambi: aver trovato un gruppo dove poter rendere al meglio.