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In questi giorni si sono svolti alcuni eventi che hanno espresso con forza il desiderio di recuperare i valori fondanti della nostra storia, dopo tanti anni di buio e di silenzio. Giusto una settimana fa si è svolta la serata dedicata alla memoria degli Eroi biancorossi caduti nella Grande Guerra, impreziosita dalla presenza della dirigenza, dall’allenatore e da alcuni giocatori dell’attuale rosa del Lanerossi Vicenza che hanno letto le motivazioni di concessione delle medaglie d’argento a otto di loro. Un evento che ho tenacemente voluto e organizzato per ricordare ai più giovani le radici della società, fondata da eminenti rappresentanti della cultura quali Antonio Fogazzaro e Paolo Lioy e altri due senatori del Regno d’Italia. Non solo un’espressione sportiva quindi, bensì un valore culturale della città che ha trovato in due scuole, l’Istituto Tecnico Fusinieri e il Liceo Pigafetta, la fucina da cui sono usciti i pionieri del calcio biancorosso. E tra questi, ben 17 hanno abbandonato i campi di gioco per rispondere alla chiamata della Patria e lasciare le loro giovani vite nei campi di battaglia o negli ospedali da campo durante la Grande Guerra. Storie eroiche, commoventi e tristissime, che lanciano ben chiaro due messaggi: quello dell’assurdità di una guerra che ha annientato un’intera generazione di giovani europei e la cultura del ricordo. “Non dimenticatemi”, questo lo struggente saluto finale, affidato a migliaia di lettere inviate dal fronte alle famiglie. E la nuova società di Renzo Rosso ha raccolto questo appello con una breve cerimonia che si è svolta domenica prima dell’incontro contro il Sudtirol nel piazzale dello stadio, con la benedizione della stele commemorativa e l’apposizione di una corona di alloro alla presenza del patron Renzo Rosso, della dirigenza, di alcuni giocatori e di una rappresentanza di familiari dei caduti.
Di ricordi parliamo ed ecco un’altra bellissima iniziativa che si è svolta ieri sera a Casa Vicenza: la presentazione del progetto di rifondazione del “Circolo ex Biancorossi”, creato nel 1966 grazie alla passione dell’ex portiere biancorosso Nello Dalla Fontana, che era riuscito a coagulare un folto gruppo di giocatori, allenatori e dirigenti che avevano fatto parte della storia del Vicenza. Il progetto è nato all’interno del “Club Giancarlo Salvi” da una bella idea del giornalista e scrittore Gianni Poggi – consigliere del neonato sodalizio dedicato al grande indimenticato regista biancorosso – per ridare vita a un’Associazione che si era via via spenta verso l’inizio degli anni novanta a causa dei problemi di salute del suo fondatore.
Tanti i visi noti che sono intervenuti a questa piacevolissima ubriacatura di ricordi …. dai veterani della “Nobile Provinciale” Albano Vicariotto, Giorgio De Marchi e Livio Busato, ai ragazzi degli anni a cavallo dei sessanta/settanta Roberto De Petri e Andrea Cisco, alla nutrita pattuglia del Real Vicenza con Giorgio Carrera, Massimo Briaschi, Ernesto Galli, Beppe Lelj, Luciano Marangon, Vinicio Verza. Dal gruppo degli anni ottanta con Maurizio Memo, Gabriele Savino e Toto Rondon per passare poi agli novanta con Pieraldo Dalle Carbonare, Sergio Gasparin e Sergio Vignoni, per terminare negli anni duemila con Massimo Paganin e Nicola Zanini. E poi il ricordo di alcuni parenti di persone scomparse come Antonio Santagiuliana e Alberta Mantovani, e ancora il mitico magazziniere Sergio Gaiola e il segretario Adriano Fin. Presente alla serata anche il questore dr. Giuseppe Petronzi e numerosi giornalisti e tifosi.
Uno sguardo al passato ma i piedi ben piantati nel presente, con il Lanerossi Vicenza rappresentato dal Direttore Generale Paolo Bedin, il Direttore Sportivo Werner Seeber, la Responsabile della Comunicazione Sara Vivian e dai giocatori Nicola Bizzotto, Andrea Mantovani e Cristian Andreoni.
Gianni Poggi ha brillantemente condotto la serata attraverso una serie di chiacchierate con gli ex giocatori, gli ex dirigenti e i colleghi giornalisti ripercorrendo la storia del Vicenza degli ultimi sessant’anni. Un saluto anche ai vertici del Club Giancarlo Salvi promotore dell’evento, con la Presidente Anna Belloni, la vicepresidente Silvia Bon e la segretaria Monica Salvi, figlia del compianto Giancarlo. Lasciatemelo dire, è bello vedere un sodalizio calcistico – in un campo quindi quasi esclusivamente maschile – trainato dalla passione e dall’entusiasmo di tre donne!
Una serata particolarmente significativa sia per l’idea di riportare in vita un’Associazione promotrice della cura e della custodia della gloriosa storia biancorossa, sia per alcune importanti iniziative come una mostra di cimeli propedeutica alla creazione di un vero e proprio museo permanente, la “messa in campo” di una squadra di calcio “master” e varie altre collaborazioni con il Lanerossi Vicenza e il Centro di Coordinamento Club Biancorossi. Ma soprattutto, lasciatemelo dire, una bellissima occasione per tornare in piena libertà nel nostro caro vecchio Romeo Menti, la casa di noi tifosi! Finalmente, dopo quindici anni, si sono spalancate le porte di una fortezza inespugnabile. Siamo stati condannati per troppo tempo a guardare quel portone sempre sbarrato e a ricordare con rimpianto i bei tempi in cui ci si poteva fermare a vedere gli allenamenti senza alcun problema. Finalmente la luce, finalmente una ventata di aria pulita e fresca. Di questo voglio ringraziare pubblicamente la dirigenza biancorossa, che ha ospitato l’evento proprio a Casa Vicenza, tornata biancorossa dopo l’insulto di aver dovuto vestire i colori dell’Orbetello. .
Al termine della serata i vertici del Club Giancarlo Salvi, hanno ringraziato la generosità degli sponsor della serata e l’impegno, lanciato da Gianni Poggi, di ricordare ogni anno – il 9 marzo – l’anniversario della fondazione del Vicenza con una festa che celebri l’orgoglio della nostra storia e rinnovi l’appartenenza ai nostri colori.

L’ex presidente Pieraldo Dalle Carbonare e Sergio Gasparin
Alcuni ex biancorossi del “Real Vicenza” da sinistra a destra: Lelj, Galli, Verza e Carrera
i nuvoi biancorossi con i “decani” Vicariotto e De Marchi