Al giro di boa i 21 punti conquistati, e il più tre sulla zona play out sono un risultato che può ritenersi soddisfacente? E questo gruppo che ha visto partire capitan Bizzotto, Scoppa e Guerra ed abbracciato Agazzi e Valentini, saprà garantire una (tranquilla) permanenza in cadetteria? Domande che, ad una settimana dalla chiusura del calcio mercato, cercano risposte che possano tranquillizzare una tifoseria che anche solo di rischiare di perdere la serie B non ne vuole (giustamente) proprio sapere.

La brutta sconfitta subita a Reggio Emilia ha preoccupato non poco i supporters biancorossi, consapevoli che quella contro la Reggiana fosse una partita assolutamente da non perdere per non permettere agli uomini di mister Alvini di avvicinarsi in classifica. La prestazione invece è stata molto deludente, con il solito gol subito su palla inattiva, una evidente difficoltà a costruire gioco e a concludere verso la porta avversaria pur contro una formazione che non vinceva da metà dicembre (1 – 0 a Cosenza n.d.r.) e non segnava da ben 616 minuti. A mente fredda si può parlare di incidente di percorso dopo che le ultime partite (vittoria a Brescia e pareggi interni contro Frosinone e ChievoVerona) avevano fatto sperare ad una inversione di tendenza positiva? Per quanto ci riguarda sostenere questa tesi sarebbe pericoloso perchè il gruppo allenato da Di Carlo aveva già sbagliato la partita contro la Virtus Entella, altra gara chiave nell’economia della corsa verso la salvezza. Le vittorie arrivate in extremis contro la Cremonese (che si sta muovendo bene nel mercato in corso) e l’Ascoli grazie a due gol di Padella, hanno consentito al L.R. Vicenza di chiudere il girone di andata sopra la zona pericolosa, ma il vantaggio è esiguo e non consente passi falsi.

La classifica alla fine del girone di andata ha dato un’indicazione abbastanza precisa dei valori espressi con le prime dieci della graduatoria che guardano alla parte alta, e dal Pisa (pur con una gara da recuperare) in giù lottano per evitare la retrocessione diretta e le posizioni (quart’ultima e quint’ultima) che portano ai play out. I più ottimisti ritengono che basterà recuperare gli infortunati per risalire la classifica e aumentare il valore tecnico della squadra, ma analizzando con attenzione le prestazioni del L.R. Vicenza nel girone d’andata si coglie come le difficoltà difensive, limitate dal (tardivo) ricorso al centrocampo a tre, sono almeno in parte strutturali e non può certo bastare l’inserimento fino a giugno di Valentini a mettere una pezza ad una retroguardia che ha palesato difficoltà ed errori evidenti testimoniate dai 27 gol subiti in 19 gare. A centrocampo l’arrivo di Agazzi non sembra poter cambiare i valori tecnici della mediana e in attacco ci si ritrova a distanza di un anno a parlare ancora della mancanza di un vero bomber in organico considerato che gli arrivi (con un contratto triennale per entrambi) di Jallow e Longo rappresentano finora le grandi delusioni del mercato estivo. Per dirla chiara, a noi pare evidente che Di Carlo non disponga di una rosa all’altezza per stare stabilmente nella zona sinistra della classifica, visto che riteniamo le prime dieci formazioni dell’attuale classifica di serie B nettamente più forti per qualità tecnica e organico del L.R. Vicenza guidato dal tecnico biancorosso.

Una rosa che ha una quindicina di giocatori, tra quelli in scadenza nel prossimo giugno e contrattualizzati con prestiti (di cui scriveremo ampiamente dopo la chiusura del mercato), alla quale viene chiesto di mantenere la categoria ma che probabilmente dovrà essere in gran parte modificata e rinforzata nella prossima stagione se si vorrà alzare l’asticella per poter puntare agli ambiziosi obiettivi dichiarati dalla società che ha spiegato come il modello da seguire sia l’Atalanta.

Ma prima di tutto è fondamentale mantenere la categoria e non rischiare, per nessun motivo, di perderla perchè il progetto subirebbe un colpo durissimo dalle conseguenze probabilmente molto gravi. Per non correre rischi uno sforzo della società di via Schio sul mercato sarebbe senza dubbio opportuno, ma quando in estate si è commesso qualche errore di troppo di valutazione, riparare a gennaio non è mai semplice anche perchè prima di acquistare si deve vendere e trovare una collocazione a chi ha deluso le aspettative non è certo facile. Una situazione molto diversa rispetto allo scorso anno in cui la ricostruzione della rosa era stata portata avanti con acume e lungimiranza tanto che nel mercato di gennaio da riparare c’è stato molto poco. Stavolta servirebbe un colpo di coda, un guizzo che porti a Vicenza un giocatore in grado di rinforzare veramente l’organico per allontanare qualsiasi rischio di dover lottare sino all’ultimo secondo per tenersi stretta la serie B. A chi ci ha chiesto quali sorprese potrebbero portare le ultime ore di mercato, razionalmente e per le informazioni in nostro possesso, potremo rispondere che non ce ne saranno. Per gioco, e solo per rispondere alle tante domande che ci sono pervenute dai tifosi biancorossi su Samuel Di Carmine e Gabriel Moncini, diciamo che le possibilità che questi due attaccanti arrivino in biancorosso sono pressochè nulle anche se si giocasse, come stiamo facendo, al “fantamercato”. Magari, ma ribadiamo solo per gioco, si potrebbe puntare su Mirko Marić chiuso al Monza dai vari Balotelli, Boateng, Mota Carvalho e Lund Gytkjær. L’attaccante croato costato 4,5 milioni di euro in estate potrebbe cambiare maglia visto che a Monza sta per arrivare anche D’Alessandro dalla Spal, e Vicenza potrebbe essere la piazza giusta per rilanciarlo considerati gli ottimi rapporti tra le proprietà. Il suo ingaggio è pesantissimo (550 mila euro netti annui) ma se portare a Vicenza Nicola Rigoni in prestito fino a giugno sarebbe costato alle casse beriche 45 mila euro (poi Magalini, come è noto, ha scelto Agazzi n.d.r.) per Maric, ovviamente pure lui in prestito secco, potrebbe bastare mettere sul piatto poco più di 100 mila euro con il resto saldato dalla ricchissima società brianzola. Ma ricordatevi che stiamo giocando al “fantamercato” e, purtroppo, la realtà è un’altra …