Cosa è cambiato dopo la pronuncia dell’Assemblea di Lega che ha di fatto in larga parte deliberato quanto proposto dal Direttivo venti giorni fa? Diremmo poco, perchè senza il parere della FIGC i biancorossi di Mimmo Di Carlo non possono essere certi della promozione in serie B. Nella giornata di venerdì si è tenuta l’Assemblea di Lega, e sono state promosse le proposte che il Direttivo aveva elaborato e che, facendo molto arrabbiare il presidente Francesco Ghirelli, erano diventate subito pubbliche: la sospensione del campionato, la promozione delle prime tre (Reggina, Monza e L.R. Vicenza) e la quarta per meriti (con il Carpi favorito). Mettendo da parte i facili entusiasmi avevamo già spiegato che adesso il tutto sarà esaminato dal Consiglio Federale e in seguito sarà la Federazione a valutare e, nel caso, ad ufficializzare la promozione dei biancorossi.

Per rendere più chiaro il quadro attuale è opportuno fare qualche passo indietro e spiegare cosa è successo. Come è noto a tutti, a causa della pandemia che ha colpito l’Europa i campionati di calcio sono stati sospesi e adesso si sta lavorando, tra mille difficoltà, per portarli a regolare conclusione. Cosa non semplice per le severe norme mediche da rispettare, l’obbligo di disporre di centri sportivi adeguati, regole che in serie C pochissime società potrebbero seguire. Ecco quindi che, a maggioranza l’Assemblea ha decretato l’impossibilità a portare a termine il campionato e di conseguenza anche la disputa dei playout e playoff con le formule previste ad inizio stagione. Di conseguenza non è rimasto altro che stabilire, di fatto a “tavolino”, la classifica finale stagione 2019/20 dei tre gironi della serie C, congelando le graduatorie al momento della sospensione e annullando le restanti giornate. In questo modo l’Assemblea di Lega si è espressa decretando le tre vincitrici dei gironi scegliendole con le prime in classifica (Reggina, Monza e L.R. Vicenza) ed individuando dei parametri per determinare la migliore quarta, non potendo, come detto, effettuare più alcuna partita. Pertanto, ad oggi si può dire che i biancorossi di Di Carlo hanno vinto il girone B della Lega Pro, ma non sono promossi in serie B. La cosa può sembrare un paradosso, ma cercheremo di spiegare perché non lo è. Il primo punto da sottolineare è che ad ogni promozione corrisponde una retrocessione, e che i format dei campionati (serie A e torneo cadetto a 20 squadre) non si possono modificare. Ecco quindi che diventa fondamentale che in serie B si liberino non uno, ma quattro posti anche se per essere certi della promozione del L.R. Vicenza ne dovrebbero bastare tre. Ma se la serie B non riuscisse a terminare il campionato sul campo (ipotesi ad oggi che definiremmo almeno probabile) quanti e quali sarebbero le società a scendere in Lega Pro? Una domanda che al momento non ha risposta considerato che nessun club accetterebbe una retrocessione a tavolino (prova ne è che la Lega Pro nella sua proposta al Consiglio Federale ha chiesto il blocco delle retrocessioni per non dover affrontare una lunga serie di ricorsi). Se la serie B, che non ha accettato con favore le decisioni dell’Assemblea della Lega Pro, decidesse per sole due retrocessioni a tavolino, chi salirebbe in serie B tra Monza, Reggina e L.R. Vicenza? Ribadiamo e sottolineiamo che si tratta solo di un’ipotesi al momento del tutto teorica, ma che non ci sentiamo assolutamente di poter escludere.
Perché la realtà di oggi ci dice che la serie A dovrebbe (il condizionale è d’obbligo perché certezze ancora non ce ne sono) riprendere e terminare il campionato determinando in questo modo una classifica i cui verdetti sarebbero inappellabili. La vincitrice dello scudetto, le qualificate alle Coppe Europee, e le tre retrocessioni in serie B sarebbero certe. Se il torneo cadetto fosse in grado di fare lo stesso (cosa che ad oggi sembra perlomeno improbabile) i verdetti del campo porterebbero alle tre promozioni e alle quattro retrocessioni e per i biancorossi di Di Carlo non ci sarebbero problemi e si potrebbe dare il via alla festa. Ma se la serie B non fosse nelle condizioni di portare a termine il campionato e, peggio ancora, se anche la massima serie venisse bloccata dalle problematiche legate al Covid-19, sia serie B che serie A sarebbero costrette a loro volta a determinare “a tavolino” le classifiche finali. E chi ci dice che entrambe le serie non decidano, per evitare una serie infinita di ricorsi visto che normative che dicano come procedere quando un campionato non può essere portato a termine non ce ne sono, di bloccare le retrocessioni in  serie A, e di conseguenza le promozioni e le retrocessioni anche in serie B? Se accadesse questo l’intricatissima matassa verrebbe consegnata al Consiglio Federale della FIGC incaricato a dover trovare una soluzione che sicuramente non potrebbe accontentare tutti.

Senza dubbio il contesto presentato è il peggior che potrebbe accadere, ma l’abbiamo preso in esame con il chiaro intento di far comprendere come la promozione del L.R. Vicenza non sia certa, e che la strada per arrivare all’ufficializzazione sarà ancora probabilmente lunga. Ed il perché è presto spiegato. In primis in Federazione adesso si sta lavorando, tra mille difficoltà, per far ripartire la serie A che consentirebbe di non perdere circa 350 milioni di euro, la terza rata del contratto che le tv (Sky e Dazn) devono ancora pagare. Qualora questo accadesse, si dovrà attendere di capire cosa ne sarà della serie B, se riprenderà a ruota alla massima serie, oppure se come la Lega Pro alzerà bandiera bianca. Insomma tempi lungi, e non è un caso che il direttore dell’AIC Gianni Grazioli lo avesse chiaramente spiegato una decina di giorni fa. A chiusura non possiamo che ribadire quanto riportato più volte nei giorni scorsi. Il L.R. Vicenza in serie B? Possibile, sbilanciandoci potremmo dire probabile, ma la strada sarà lunga e usare prudenza è d’obbligo.