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Editoriali

Via Schio e la resa dei conti

Da 2 Luglio 2013 - 14:59Ottobre 25th, 2013Non Ci Sono Commenti4 min leggere

 “…se ho un colpa è quella di non poter investire denaro fresco per il Vicenza calcio. È vero, non posso farlo, ma non va dimenticato che in questi anni ho, dapprima, riportato “a casa” la società, poi sempre garantito una gestione sana; il Vicenza, rispetto ad altre squadre, non ha subito punti di penalizzazione per motivi economici…”

Così il 30 gennaio 2012 scriveva in una lettera aperta ai tifosi biancorossi (la versione integrale qui) l’allora presidente Sergio Cassingena. Parole che, alla luce dei fatti, non possono che essere annoverate tra le bugie di una proprietà che in nove anni di gestione, al di là dell’impresa sportiva delle tre retrocessioni sul campo, ha indebitato la società fino a 13milioni e 300mila euro (da via Schio assicurano che i debiti sono 9milioni; poco male, sempre tanti sono, a fronte di quella che qualcuno aveva avuto il coraggio di definire “gestione sana”) ed ora è proprio in attesa di una penalizzazione per motivi economici. Della serie, siamo alla resa dei conti.

Ma quella di non essere riusciti ad esaudire le richieste della lega Pro per avere il lasciapassare all’iscrizione del prossimo campionato di serie C1 è solo l’ultima goccia di una serie di situazioni negative che potrebbe far traboccare il classico vaso. Perché la situazione del Vicenza calcio di adesso è ben più grave anche della vicenda legata strettamente all’iscrizione che, come tutti sanno, potrà essere perfezionata entro il 16 luglio pagando con un -2 in partenza in classifica. Il dramma è che c’è una società ormai allo sbando, che lavora sull’oggi senza una minima parvenza di quello che potrà accadere domani.

A due settimane da un ipotetico ritiro non c’è un allenatore scelto, della squadra si parla perché ci sono ancora dei giocatori da piazzare lontano da Vicenza e c’è Paolo Cristallini delegato a svolgere le funzioni relative al mercato grazie di fatto ad un incarico verbale, e con il contratto scaduto il 30 giugno. Ma la situazione più disperata è quella relativa al settore giovanile che, dopo rassicurazioni che non troveranno conferma (leggi qui), verrà molto probabilmente decurtato e non di poco. Ad oggi non sono stati raggiunti accordi per i campi di allenamento, molti ragazzi non sanno quale sarà il loro futuro e chi sembrava poter prendere in mano la responsabilità del settore giovanile si trova spiazzato ed incredulo davanti ad una realtà tanto triste quanto imbarazzante.

Inutile dire che gestire una società in modo serio e competente è un’altra cosa, ma quello che adesso vorremmo capire è dove si vuole andare a parare, qual è il fine ultimo di tutto quello che sta accadendo. Della trattativa societaria (o delle trattative societarie?) non ne parliamo, perché l’abbiamo fatto minuto per minuto nei giorni scorsi e quindi ognuno ha avuto la possibilità di farsi la propria idea. Quello che ci lascia allibiti e impotenti è che nessuno, sottolineiamo nessuno, pur sollecitato, vuole raccontare cosa sta realmente accadendo. Perché tutti noi vogliamo sapere la verità. Troppe cose stanno accadendo senza una logica apparente e allora, molto probabilmente, c’è qualcosa che ci sfugge. Perché il problema da risolvere, ancora più grande dell’iscrizione in lega Pro, è riuscire a svoltare con persone serie e competenti nella gestione del Vicenza calcio. Lo ripetiamo da anni, anche quando ci sbeffeggiavano: adesso, anche per chi ha difeso l’indifendibile, è arrivata l’ora della resa dei conti…

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Articolo scritto dalla Redazione di Biancorossi.net

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