Mercoledì 20 maggio è previsto, a meno che non si decida di rinviarlo ancora, il Consiglio Federale con temi all’ordine del giorno di assoluta importanza. Il punto primario è cercare di comprendere se e quando la serie A potrà riprendere considerato che negli ultimi giorni l’unico passo avanti, del tutto teorico, è aver indicato la data del 13 giugno come ipotetica ripartenza della serie A. Nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio Conte ed il Ministro per lo sport Spadafora, hanno dato il via libera alla ripresa degli allenamenti individuali, ma da domani, 18 maggio, cambierà poco o nulla considerato che le sedute individuali potranno essere sostituite da quelle di piccoli gruppi che dovranno rispettare il distanziamento di due metri, e di schemi e partitelle quindi nemmeno a parlarne. Il Governo, dall’alto di una posizione a dir poco incomprensibile, continua a ripetere che per far ripartire il calcio si devono realizzare le giuste condizioni (quali???) e nessuno risponde al fatto che in Germania il campionato è ripreso ieri e che la situazione sanitaria tedesca non sia poi molto diversa da quella italiana. Misteri, come quelli che uscendo per un attimo dal tema, mostrano che la vita a Lugano (circa 70 km. da Milano) è assolutamente normale, con attività regolarmente aperte e senza divieti e obblighi particolari (vedi mascherine e guanti) per le persone che sono libere di muoversi senza alcun limite.

Tornando al mondo del pallone, è chiaro che senza dei passi in avanti certi e senza una data fissata per la ripartenza della serie A, mercoledì il Consiglio Federale potrebbe al massimo decretare la fine della stagione della Lega Nazionale Dilettanti, ma probabilmente non si occuperà nemmeno degli argomenti riguardanti la Lega Pro considerato che il Presidente Gravina sembra voler tenere una linea unica per i campionati professionistici. Uno stallo quindi che toccherà anche il torneo cadetto che ha espresso la volontà di riprendere a giocare (20 giugno?) ma che è subordinato al via libera della serie A a cui spetterà il ruolo di apripista. In questo contesto che continua a restare di assoluta incertezza, è alquanto improbabile che il Consiglio Federale stabilisca la chiusura definitiva della stagione in Lega Pro, e di conseguenza anche gli altri punti (promozione delle prime tre classificate di ogni girone, quarta promozione per merito sportivo, blocco delle retrocessioni e blocco dei ripescaggi) resteranno “sub judice”. I soliti ben informati sostengono che prima che il Consiglio Federale si pronunci sulle proposte votate dall’Assemblea della Lega Pro bisognerà attendere ancora anche perché, nel caso, il primo punto da definire sarà l’ufficialità della decisione di bloccare il campionato di serie C in maniera definitiva. Cosa che è opportuno non dare per scontata visto che, nonostante il pronunciamento a larga maggioranza delle società di Lega Pro, non ci sono vincoli di tempo, a differenza della serie A che dovrà chiudere entro il 3 agosto, per il torneo cadetto e la serie C che potrebbero concludere i campionati sul campo anche a settembre/ottobre quando la situazione generale sarà, si spera, tornata alla (quasi) normalità. Ecco quindi che, precisando che le speranze e le possibilità di vedere il L.R. Vicenza in serie B sono inalterate (servirà pazienza a conferma di quanto riportiamo da tempo), le tempistiche per arrivare alle decisioni relative a se e come proseguiranno i campionati non saranno brevi. In alternativa, qualora non si tornasse a giocare, i verdetti dei tornei professionistici dovranno arrivare “a tavolino” e in quest’ottica il potere straordinario che il Governo ha concesso alla Federazione servirà per permettere alla FIGC di prendere delle decisioni che inevitabilmente non potranno accontentare tutti.